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Il Livorno fa doppietta: meno 2,2 milioni d'ingaggi e attivo di 2,5 sul mercato

Alessandro Bernini
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CONFERME. Walter Novellino prepara la sfida contro la Juve Stabia pensando a un 11 uguale a quello di Varese A fianco Federico Dionisi

Resta un monte-stipendi abbastanza alto (5,8 milioni) Knezevic il più pagato, nel bilancio addio "paracadute"

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 LIVORNO. Una premessa: il Livorno chiuderà in rosso il bilancio di quest'anno perché la serie B non ti concede scampo, con contributi al limite della miseria.  Detto questo, il baby-Livorno è figlio anche di una bella cura dimagrante nei costi, che ha portato anche un po di "cash" nelle casse del Livorno.  Attivo di mercato. Il bilancio della campagna acquisti-cessioni si è chiuso con un attivo di circa 2,5 milioni di euro. Frutto in gran parte del "capolavoro" fatto con Pulzetti: in un mercato fatto di discorsi e poca grana, non si sa come ma Signorelli e Gardini sono riusciti a cedere Pulzetti per 2 milioni al Bologna. Tanto di cappello. Al capitolo incassi ci sono poi 900mila euro presi dall'Inter per Bardi.  E le spese? Limitate, molto limitate. Siamo intorno ai 400mila euro tra Meola, metà Siligardi e metà Piccolo. Forse si poteva fare una scommessa in meno e comprare un giocatore in più.  C'è dire che quest'anno il Livorno non avrà più il "paracadute" che viene concesso alle squadre che retrocedono dalla serie A: la scorsa stagione arrivò 1 milione e 250mila euro, adesso zero euro.  Calano gli stipendi. Ma la vera zavorra del Livorno era (ed in parte è ancora) legata agli stipendi. Lo scorso anno il monte-ingaggi era intorno agli 8 milioni di euro, quest'anno siamo intorno ai 5,8 milioni.  Quei 2,2 milioni di risparmio hanno due nomi e due cognomi: Francesco Tavano e Tomas Danilevicius. Il primo guadagnava 800mila euro netti, il secondo poco meno di 400mila euro netti; considerate che il lordo (ovvero il costo reale per la società) è quasi il doppio, ed ecco trovata la fonte del risparmio.  Knezevic Paperone. Diciamoci la verità: non avere più giocatori che guadagnano cifre fuori dal mondo (come Tavano) fa sentire questa squadra un po' meno figlia del calcio moderno. Il che non guasta. Anche per rispetto del contesto in cui viviamo.  C'è ancora un contratto molto oneroso, che pesa non poco a bilancio: è quello di Dario Knezevic, col croato che guadagna 400 mila euro netti (circa 800 lordi). Contratto che il Livorno ereditò dopo la stagione in prestito alla Juventus e che non aveva la clausola del dimezzamento in caso di retrocessione in B. Il solo Knezevic prende insomma circa il 14% del monte-stipendi generale.  Come media siamo invece a circa 150mila euro a giocatore, considerando che diversi ragazzi guadagnano molto meno e che in rosa ci sono 29 giocatori. Cifre, lo ripetiamo, "umane". Anche se è chiaro che con stipendi più bassi perdi (nel 90% dei casi) competitività con chi può spendere. Ma forse questa è una ragione in più per sostenere questa squadra, per non gettarle fango addosso nei momenti difficili, per sentirla più vicina e anche un po' più nostra.

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