Il Tirreno

Livorno

Novellino: orgoglio e bel calcio

dall'inviato
<b>GRINTA. </b> Walter Novellino ieri a Varese
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GRINTA. Walter Novellino ieri a Varese

L'espulsione? Avevo superato la linea bianca...

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 VARESE. Finisce con l'abbraccio in mezzo al campo. Dionisi e Luci, Bardi e Lambrughi, massaggiatori e staff tecnico. Tutti insieme, pazzi di gioia perché questa vittoria arriva dopo il tonfo mal digerito contro la Nocerina. Poi tutti sotto lo spicchio dove sono riuniti una quarantina di tifosi amaranto, presenti coi loro striscioni "Porto", "Campanile" "Cecina" e "Milano amaranto".  Non c'è Novellino a far festa, lui è stato costretto ad andare nello spogliatoio con un quarto d'ora d'anticipo perché espulso dall'arbitro Candussio. «Una cavolata. Avevo solo superato la linea della mia zona...». Figuriamoci se questo episodio toglie il sorriso a Novellino. «Avevo chiesto ai ragazzi una prova d'orgoglio. E in campo ho visto tutto ciò che desideravo, non solo orgoglio ma anche un bel calcio. Vittoria limpida, netta, che non fa una grinza: se andiamo a vedere, Bardi non ha corso neanche un pericolo».  La svolta nel secondo tempo. «È vero, siamo stati bravi a girar palla, loro sono andati presto in crisi». Poi Novellino si ferma. Un attimo di silenzio. «Comunque scusa, volevo ricordare una cosa: noi siamo venuti a vincere a Varese con una squadra imbottita di giovani, e questo credo che sia un motivo d'orgoglio per tutti. Avevamo in campo giocatori del'91, del'90, qui stiamo lavorando per il presente ma anche per il futuro. Io credo che la società e la gente possano essere orgogliosi di questi ragazzi».  E anche del suo allenatore perché Walter Novellino sta facendo un bel lavoro: «Ho preparato la partita con cura, cercando compattezza in mezzo al campo. Ma non guardo indietro, ora voglio vincere davanti ai miei tifosi».  Si passa ai singoli. Le prime parole Novellino le spende per Rampi: «Voi non lo conoscevate, io sì. È un ragazzo che ha corsa, che può darci tanto nella doppia fase. E infatti la prima occasione da rete è nata proprio da una sua iniziativa». Poi Lambrughi, un muro dietro: «Bravissimo, grande partita». E una mano tesa a Paulinho: «Bravissimo nell'azione del primo gol a servire l'assist per Luci. Può crescere tanto, ma non dimentichiamoci che questo ragazzo ha iniziato la preparazione dopo un lungo stop. Io sono pronto a scommettere su di lui».  Poi un chiarimento sul caso-Miglionico. «Dico la verità: senza quell'infortunio nelle ultime ore, lo avrei portato con me a Varese. Non credo che avrebbe giocato, perché Lambrughi e Knezevic mi danno ampie garanzie. Però io credo in Miglionico e sono sicuro che ci darà una grossa mano».  Sull'altro fronte Benny Carbone scuote la testa. Il Varese in campionato non perdeva in casa dal settembre 2008, dunque tre anni pari pari. «Non so cosa dire, a cercare scuse mi sembra di arrampicarmi sugli specchi. Non ho visto la reazione, non ho visto il Varese che mi attendevo. Prendiamo esempio dal Livorno: ha perso in casa contro la Nocerina, ha rialzato subito la testa ed è venuto a vincere qui». (al.ber.)

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