Lutto
Adone, come manchi a questo stadio
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RICORDO. Luci con il figlio di Giannoni La società ricorda Giannoni, supertifoso morto un anno fa
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LIVORNO. «Ciao, Adone». Parole vergate di rosso su un telo bianco appeso alla recinzione dello stadio. È stato ricordato così Adone Giannoni che ci ha lasciato il 4 settembre di un anno fa. L'applauso dei tifosi, il mazzo di fiori, la stretta di mano tra il capitano amaranto Andrea Luci e il figlio Gianluca. Adone aveva 70 anni, quando se n'è andato. 35 anni di Italsider (ora Lucchini), 50 e passa da tifoso del Livorno. Nell'agosto del 2006 eravamo in aereo. L'aereo amaranto di Coppa Uefa. Mi disse: «Vedi, qualche anno fa di mercoledì si giocava in Coppa Italia a Forcoli, adesso si viaggia verso l'Austria. Tutto per merito di quest'uomo qua dietro....(ndr Spinelli)». E ancora: «Io spendo duemila euro a stagione per acquistare gli abbonamenti. Noi in famiglia abbiamo sempre vissuto di calcio, dico di calcio amaranto». Adone frequentava lo stadio dall'età di quindici anni, e la domenica arrivava da Donoratico, il suo paese. Era un tifoso competente (dopo 10 minuti aveva già capito tutto della partita) e una persona gradevole. Il Livorno calcio ha fatto bene a ricordarlo anche come ex calciatore delle giovanili amaranto e negli ultimi anni di vita come collaboratore della società nel ruolo di addetto alle squadre ospiti. Suo figlio Gianluca, 40 anni, patentino da allenatore dilettante e impiego alla Worsp (un istituto di vigilanza) adesso ha raccolto il testimone dei ricordi e dell'amore per la maglia. Ciao, Adone. (s.l.)
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