Il Tirreno

Livorno

PARLA LUCI

«Abbiamo capito gli errori Sabato andiamo per vincere»

<b>CAPITANO. </b>Luci
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CAPITANO. Luci

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 TIRRENIA. Il capitano Andrea Luci si presenta in sala stampa in tenuta da gioco. Insieme ai suoi compagni ha appena posato per la tradizionale foto per l'album delle figurine Panini. Tutti in posa, ma poca voglia di sorridere dopo la sconfitta con la Nocerina.  Andrea, a freddo, è possibile spiegare il capitombolo?  «E' stata una brutta prestazione. Eravamo sempre in ritardo sulla palla e quando è così fai fatica a prescindere dall'avversario anche se nella prima mezz'ora siamo stati bravi ad inserirci negli spazi. Ma è andata male. Non avevamo la giusta cattiveria che serve per recuperare palla».  Dalla tribuna ci è parso che tu abbia faticato a trovare la posizione..  «E' stata una partita strana. Di certo il mio ruolo è di centrale di centrocampo. Quest'anno però ho sempre giocato o largo a destra o dietro la prima punta. Ma non è questo il problema. Io sono a disposizione».  L'anno scorso sono state perse molte partite in casa. Quest'anno l'inizio non è stato felice. Da capitano che cosa ti senti di dire ai tifosi?  «Che andiamo a Varese per vincere e per rimediare a questo scivolone. Abbiamo ritrovato il nostro pubblico, figuriamoci se vogliamo disperdere questo patrimonio».  Sinceramente. Questa squadra ti pare più forte o no di quella dell'anno scorso?  «Secondo me si equivalgono. Sono andati via giocatori importanti, ma ne sono venuti di altrettanto forti. Forse è cambiato un pochino il modo di giocare perché l'anno scorso, nel finale, avevamo una prima punta pura, Tomas, che adesso non c'è. Adesso non diamo punti di riferimento agli avversari».  Il Livorno soffre quando deve costruire il gioco, fare la partita.  «Forse dovremmo dare maggiore ampiezza alla nostra manovra. Bisogna cerca di più gli esterni, i giocatori di fascia. Personalmente talvolta mi capita di accentrarmi troppo e quindi si crea un intasamento per le linee interne. Passare al 4-4-2 integrale? Mah. Guardate che è un disegno tattico che abbiamo sempre adottato anche se mascherato perché il 4-2-3-1 non è mica tanto lontano da quello schema».  Questo però è un male antico, ereditato dalla scorsa stagione..  «Si. Noi giochiamo meglio sulle ripartenze. Quando abbiamo di fronte una squadra chiusa non la attacchiamo benissimo. Però siamo all'inizio del campionato e abbiamo grandi margini di miglioramento. E poi non dimentichiamoci un aspetto che non è affatto secondario. In rosa abbiamo alcuni giocatori che sono fermi da un anno. Penso a Barone e Genevier. E per loro la fatica si fa sentire specie in questa parte iniziale della stagione. In questo gruppetto ci inserisco pure Perticone. Romano da quando andò via a gennaio, ha giocato una partita di campionato a fine agosto: sette mesi senza una partita vera sono davvero tanti. Lo stesso Belingheri è reduce da una lunga inattività per infortunio. E se vogliamo tornare di nuovo a parlare di domenica, Paulinho era out da due settimane. Non sono scusanti, perché poi la prestazione è stata al di sotto delle attese, ma almeno concedeteci le attenuanti generiche». F.P.

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di Redazione web