Gioco
Pro Livorno Sorgenti, la carica dei 300
Gianni Tacchi
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Le promesse del 2003 con gli allenatori Riparte la scuola calcio. Bartoli: «Un ambiente all'avanguardia in Toscana»
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LIVORNO. Sì alla crescita, no alle polemiche. Un anno dopo la fusione, la scuola calcio della Pro Livorno Sorgenti riprende nel segno della continuità. Con una dirigenza arricchita, un impianto sportivo all'avanguardia e oltre 300 tesserati. «Sono più che soddisfatto di quanto fatto la scorsa stagione - spiega il responsabile organizzativo della società livornese, Mauro Bartoli - l'imperativo è continuare su questa strada. Credo che questo sia l'ambiente ideale per veder crescere il proprio figlio». «L'iscrizione gratuita al Picchi? Dobbiamo ricordarci - continua - che stiamo parlando di bambini, abbiamo il dovere morale di comportarci in un certo modo. Qui non c'è spazio per tutte quelle critiche poco costruttive». L'ambiente. In casa Pls splende il sole. E lo dimostrano i dati di cui Bartoli va orgoglioso: «Siamo una delle poche scuole calcio specializzate della Toscana. E da anni siamo al vertice delle classifiche meritocratiche Figc per la provincia di Livorno (in passato come Sorgenti Labrone, ndr). Mantenere questo livello richiede istruttori qualificati, un certo numero di iscritti e un grande lavoro della dirigenza. E ancora una volta questa realtà si è dimostrata all'altezza». Una realtà che guarda solo in casa propria: «Non mi piace giudicare come operano le altre società, sono felice di come viene svolta qui l'attività. Tutti gli istruttori, oltre a insegnare le regole di base di questo sport, devono essere maestri di vita. Il vero compito di ogni scuola calcio è socializzare. Da noi funziona così». Impossibile non toccare il tasto genitori, accusati spesso di essere la patologia di questo mondo: «Organizziamo tre riunioni all'anno per tastare il polso alle famiglie. Perché, al di là delle controversie finanziare, anche loro sono parte integrante della società». La gestione. Ma non è tutto nelle mani di Bartoli. Ad affiancarlo, da quest'anno, tre responsabili tecnici: Massimo Spigoni (per le categorie 1999, 2000 e 2001), Carlo Fontana (2002 e 2003) e Gilberto Cencini (2004, 2005, 2006). «Rispetto alla scorsa stagione - afferma Spigoni - Fontana è passato dal campo alla scrivania, dall'allenare al dirigere: Carlo, dall'alto della sua esperienza, fornirà indicazioni importanti agli allenatori. Il nostro è un lavoro delicato, perché dobbiamo controllare ogni cosa: la corsa, la personalità, l'educazione. Ogni categoria, comunque, è affidata ad almeno due istruttori. E abbiamo anche tre maestri di calcio, che intervengono nello specifico con esercitazioni». Ma il vero fiore all'occhiello della Pro Livorno Sorgenti è la cittadella a disposizione. E Cencini non lo nasconde: «Questo è un impianto sportivo incredibile. Oltre al terreno di gioco centrale, abbiamo il nuovo campo in sintetico, dove si allena proprio la scuola calcio. E poi un altro campetto per gli allenamenti e la palestra. Senza dimenticare il Gymnasium e la struttura ai paracadutisti». Il caso. L'eco dell'iscrizione gratis in casa Armando Picchi rimbomba anche alle Sorgenti. Ma Spigoni tralascia il ritornello "concorrenza sleale". «Sarebbe bellissimo far giocare tutti a costo zero - confessa l'ex giocatore amaranto - soprattutto in un quartiere popolare come il nostro, dove ci sono grosse problematiche: noi, sotto questo punto di vista, cerchiamo comunque di andare incontro alle famiglie in difficoltà (chi ha due figli iscritti paga solo una quota, ndr). Certo che una scuola calcio gratuita comporterebbe un investimento a fondo perduto di un gruppo con una grande disponibilità economica. Ed è quasi impossibile trovare qualcuno pronto a tuffarsi in questa realtà». Ma l'alternativa c'è. «Oggi i club professionistici si legano alle società dilettantistiche per semplici operazioni di marketing - puntualizza Spigoni - si attacca il logo sulla maglietta, ogni tanto viene un delegato a vedere come si lavora e finisce lì. Chi vuole puntare sul vivaio deve prima verificare il sodalizio con cui affiliarsi: strutture, potenziale umano e progetti. E poi, se vede che questo ha i requisiti giusti, investire, ricevendo in cambio un diritto di prelazione sui bambini. A quel punto i genitori non pagherebbero le quote, perché la società avrebbe a disposizione altri introiti. Tra l'altro in Toscana abbiamo un bellissimo esempio: il Margine Coperta, vivaio controllato dall'Atalanta». Ed è qui il lato nuovo della vicenda. Spigoni punta il dito più sui grandi club che sulle piccole società: in sostanza l'Inter (affiliata al Picchi), la Juventus (nuovo partner dell'Ardenza) e il Milan (fresco di legame con l'Orlando Telcosistemi), solo per citare quelli presenti in città, dovrebbero rivedere le loro strategie. «Se qualcuno volesse collaborare in questo modo - continua Spigoni - da noi troverebbe tutto: con le dovute proporzioni, saremmo in grado di svolgere un lavoro selettivo di livello professionistico. E posso garantire che oggi, dopo un solo anno di lavoro, qui ci sono trenta potenziali calciatori». Il futuro è qui? Gianni Tacchi
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