Gioco
L'ESTERNO ARRIVA DAL BELLINZONA
Fabrizio Pucci
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il braccio sinistro completamente ricoperto da un enorme tatuaggio: «Sono cose che si fanno alla mia età, 23 anni. Al prossimo, mio padre mi caccia di casa». La parlantina sciolta con forte accento romano, lo sguardo intelligente e, al primo approccio, un carattere esuberante che si sposa bene con quello dei livornesi. Andrea Russotto plana in amaranto e l'atterraggio è morbido. Il campo dirà se l'acquisto è indovinato, ma le sensazioni sono ultrapositive. Gli ultimi saranno i primi..sei arrivato in extremis, con quali aspettative? «Sì. La trattativa è stata sofferta come accade sempre. Livorno è una piazza importante, la migliore per rilanciarmi definitivamente dopo la buona stagione di Crotone». Nel 2007 il mensile inglese World Soccer ti inserì tra i 50 giovani più promettenti del mondo. Poi cosa è accaduto? «E' accaduto che il mio percorso di crescita e maturazione è stato tortuoso. Mi sono trovato ad affrontare, da giovanissimo, campionati impegnativi con avversari molto forti e che mi hanno messo in difficoltà. Ma adesso mi sento pronto per ripartire». La storia del tuo grande rifiuto di affiliarti alla Gea e il conseguente rallentamento della tua carriera è vera? «È andata così: alcuni procuratori si proposero di assistermi, ma io non accettai. Poi il fatto che fossero della Gea è un altro discorso. C'è del vero, ma alcuni giornalisti hanno fatto uno più uno senza conoscere la questione nel profondo». Parliamo delle tue caratteristiche. «Ormai gioco da esterno destro di centrocampo. Chiaramente mi piace stare alto. Il trequartista? L'ho fatto quando ero piccolo. Diciamo che adesso sono un'ala destra pura a cui piace saltare l'uomo e creare superiorità». Le tue condizioni fisiche? «Non sono al top. Con una frase abusata potrei dire "work in progress". Tuttavia credo di raggiungere la forma migliore da qui a una decina di giorni. Sono un brevilineo, la mia struttura non è gigantesca per cui impiego poco tempo per rimettermi in sesto. Dopo di che farà di tutto per mettere in difficoltà Novellino. Sono davvero felice di essere qui. Quale numero di maglia ho scelto? L'11». Martedì ero allo stadio: che idea ti sei fatto del Livorno? «Sì. Credo che possiamo toglierci molte soddisfazioni. Il Livorno è un'ottima squadra. E non aggiungo altro. Certo. Sampdoria, Torino e Padova sembrano avere qualcosa in più, ma questo non è un problema. Noi andiamo avanti per la nostra strada convinti di combinare qualcosa di buono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google