Il Tirreno

Livorno

Francesco Bardi, tutti i brividi del mondo

(al.ber.)
<b>GIOIELLO.</b> Francesco Bardi chiama la difesa durante la partita di Crotone
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GIOIELLO. Francesco Bardi chiama la difesa durante la partita di Crotone

«Che gioia con la maglia amaranto. E quella parata al 91'...»

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 LIVORNO. Quel piedino magico al 91' è stato il suo biglietto da visita. Alla faccia del portierino. A ripensarci il giorno dopo, Francesco Bardi si illumina ancora: «Torno a Livorno, la mia città, debutto e vinciamo. Cosa potevo pretendere di più?».  19 anni, viso pulito, ragazzo che si fa voler bene nel gruppo, pochi grilli per la testa. Un predestinato, tanto che l'Inter lo considera già un punto fermo del futuro. Intanto però è a Livorno (la società amaranto ha ancora il 50% del cartellino) e qui deve e vuole dimostrare tutto il suo potenziale.  A Crotone ha regalato un bell'assaggio. Anche se l'inizio non era stato facile, con quel gol in mischia di Florenzi. «È stata un'azione confusa, sapevamo che loro erano molto pericolosi su calci piazzati, purtroppo non siamo riusciti ad allontanare la palla e ci hanno puniti». Bardi ha raccolto il pallone della rete ed è ripartito, senza tremare, ancora più concentrato di prima.  Respinte, palloni bloccati, un paio di uscite per smanacciare. «Il Crotone attaccava con questi lanci lunghi per Djuric, ci provava sui calci piazzati facendo salire tanti uomini. Ma abbiamo tenuto». Poi il mezzo miracolo di piede, in pieno recupero quando il tiro di Caccavallo rischiava di infrangere il sogno amaranto. «È stato un mix tra scelta e istinto. Il tiro è arrivato da vicino, non c'era tempo per pensare. Ho cercato di chiudere lo specchio, poi ho visto la palla allargarsi e d'istinto ci ho messo il piede. È andata bene». Benissimo.  Inevitabile in questi casi la dedica. «Ne faccio quattro. Ai miei genitori Maurizio e Patrizia, alla mia fidanzata Martina e al mio grande amico Gabriele».  Francesco Bardi è uno dei simboli del nuovo Livorno. Squadra giovane ma coraggiosa. «Di certo una squadra con grande entusiasmo. Lo abbiamo dimostrato anche a Crotone. Il loro gol poteva spezzarci le gambe, invece abbiamo reagito e poi resistito nel momento più difficile. Nel secondo tempo siamo usciti alla grande, il gol di Dionisi nel finale è stato il giusto premio a una partita intensa, giocata senza mai tirarsi indietro. È stato un bel Livorno, spero che i tifosi abbiano apprezzato il nostro gioco e il nostro cuore».  Già, il cuore. «Nella mia breve carriera ho già provato molte emozioni. Ma per un ragazzo come me indossare la maglia della mia città è unico. Senti che devi dare qualcosa in più perchè ti appartiene, perché difendi i tuoi colori. E quando le cose vanno bene, il piacere è doppio».

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di Redazione web