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Novellino: «Sofferta e meritata»

dall'inviato
<b>GRINTA. </b>Walter Novellino a Crotone
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GRINTA. Walter Novellino a Crotone

Il tecnico elogia tutti: qui si può vincere solo così

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 CROTONE. Lo scorso anno lo abbiamo criticato. Non tanto per le scelte, quanto per il suo atteggiamento. Forse Novellino doveva capire noi e noi dovevamo capire Novellino. Adesso va riconosciuto: fino a oggi ha fatto un lavoro strepitoso con tanti giovani e tante scommesse (Barone e Genevier su tutti), e ieri ha vinto almemo 5-0 la sfida col collega Menichini. Lo ha preso a pallonate. E poi un conto è vincere quando hai una squadra dieci volte più forte, un conto è farlo quando non sei un fenomeno ma in campo lotti come un leone.  «È vero, sono orgoglioso di questa vittoria e lo dico ad alta voce. Questo è un campo difficile, dove non a casa il Livorno lo scorso anno aveva perso (ma con Pillon, ndr). Qui puoi essere anche più forte, ma se poi in campo non mordi, ti massacrano».  Gli occhi brillano. «Siamo stati bravissimi. Perché dopo aver subito il primo gol c'era il rischio di abbatterci. I giovani ti danno tanto, ma qualcosa paghi in fatto di esperienza. Invece non c'è stato timore ma anzi, ho visto gente che ha gettato in campo ancora più rabbia. E alla fine abbiamo meritato di vincere».  Provano a stuzzicarlo quelli di Crotone, a innervosirlo. «Mister, ma come fa a dire che il Livorno ha meritato? Con tutte le occasioni che ha creato il Crotone...».  Lui sornione sorride, non cavalca la polemica. «Vedete, in questo campionato ci sono tre squadroni: Padova, Sampdoria e Torino. Poi ci sono altre, tra cui il Livorno e il Crotone. Magari alla fine lotteremo insieme per il sogno playoff». E via col pallone rinviato.  Dicevamo del capolavoro tattico. «Nel primo tempo ho dovuto fare diversi spostamenti per trovare gli equilibri. Poi nella ripresa il Crotone è calato, ho visto che non facevano più gioco ma si limitavano a gettare il pallone in avanti per Djuric. Così ho messo dentro Bernardini per reggere l'urto di testa, giocando con tre centrali. E la mossa è andata bene».  Un attimo di silenzio, poi un sorriso: «Oh, non dimentichiamoci che siamo venuti qua senza la nostra punta titolare Paulinho e che abbiamo perso anche Dell'Agnello dopo poco...». Tranquillo mister, non lo abbiamo dimenticato.  Si passa ai singoli. Voti alti per tutti. Lo meritano. Grande Dionisi, al di là della doppietta. «Bravo, ha lottato come un leone. Ma mi è piaciuto tanto anche Belingheri, è stato un ottimo partner nonostante venisse da un lungo stop».  Infaticabile Remedi: «Un lottatore, un guerriero. L'ho messo subito dentro e mi ha risposto alla grande». E che dire di Bardi? «Ha fatto delle parate splendide, a partire da quella all'ultimo secondo. Ragazzi, questo è un classe 1992... Ma bravi tutti, dal primo all'ultimo».  Se ne va felice, Walter Novellino. «In mattinata ero andato a correre e pensavo: nella mia carriera a Crotone ho avuto solo delusioni e sconfitte. Mi sono detto: e se fosse il momento di cambiare il destino? Magari me lo sentivo...». (al.ber.)

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