Gioco
Il Livorno in jeans parte subito forte
dal nostro inviato Alessandro Bernini
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DECISIVO. Federico Dionisi su rigore spiazza Belec per la seconda volta: è il gol del colpaccio Grinta e coraggio, a Crotone un blitz pesante con due rigori trasformati da Dionisi
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CROTONE. La vittoria più bella. Esaltante. In 90 minuti abbiamo vissuto il distillato delle sensazioni di una lunga estate. Livorno giovane, con dei limiti, che soffre, ma guerriero, che in campo non tira mai indietro la gamba, una squadra coraggiosa che merita di essere sostenuta come non mai. Due rigori di Dionisi, uno per tempo e in rimonta, parate strepitose di Bardi, cuore e grinta in dosi industriali. Da essere orgogliosi di questa squadra. Eppure stavolta non era facile resistere. Perché il Livorno è andato a giocarsela a Crotone senza la sua punta Paulinho, ha perso per infortunio l'unica alternativa (Dell'Agnello) dopo mezzora, e si è pure trovato sotto di un gol dopo meno di un quarto d'ora. Il tutto con tre debuttanti in B in campo dal primo minuto: Bardi, Bigazzi e Remedi. Questo Livorno ha la faccia di Remedi, uno che arriva dal Pontedera ma in campo rincorre anche il guardalinee, non ha paura di metterci la gamba e esce dal campo stremato. Il resto lo ha fatto Novellino, bravissimo: ha preso il mazzo delle carte e ha iniziato a mischiarle fino a quando quelli del Crotone (nel secondo tempo) non ci hanno capito più niente. Prima 4-2-3-1, poi 4-4-1-1, poi 5-3-1-1, un cacciucco di moduli rimasto indigesto al Crotone. Che nel secondo tempo è crollato, ha perso la bussola, lasciando al Livorno il match ball. E Dionisi non l'ha fallito. Che battaglia. Il primo tempo è stato una vera corrida e averci tirato fuori le gambe è stato il pass per firmare il trionfo. Il Crotone ha attaccato a testa bassa, spesso con lanci lunghi per il gigante Djuric, imbarazzante coi piedi ma bravo di testa o di petto a spizzicare per i compagni. Certo che quel gol arrivato dopo 13' sembrava l'inizio della fine. Un pallina da flipper in area, confusione, Lambrughi e Bardi che non riescono a spazzare, ed ecco la testina del giovane Crescenzi che infila in rete. Già, proprio Crescenzi, trattato a lungo anche dal Livorno, quando Perticone era fuori rosa. Ma la reazione è stata veemente. Un fallo di mano di Vinetot in area giudicato involontario, poi al 18' altro tocco ancora più netto di Eramo per anticipare Dell'Agnello, e stavolte non si poteva non fischiare il rigore. Dionisi sul dischetto, portiere a sinistra e palla a destra. Sull'1-1 il Crotone è ripartito, mentre il Livorno ha perso anche Dell'Agnello e così Novellino (senza punte in panchina) al 32' è stato costretto a mettere dentro Belingheri passando a una sorta di 4-4-1-1. Quasi padroni. Altra musica nella ripresa. In un campo che guarderebbe con invidia quello del "Mastacchi", il Livorno ha preso metri e partita. Dionisi davanti ha fatto reparto da solo (gran partita), Luci e Genevier sono diventati padroni del centrocampo, Novellino ha inserito Bernardini passando a 5 dietro e il Crotone è scomparso. Il Livorno ha messo fuori il naso, poi la testa, poi le gambe, poi è esploso. E al 41' Dionisi si è procurato il rigore (fallo netto di Belec) e l'ha firmato. Lasciando a Bardi 4 minuti dopo l'ultimo sigillo, con una parata di piede strepitosa su Caccavallo. Ripetiamo. C'è da essere orgogliosi di questa squadra.
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