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Società in crisi ma la squadra per ora galoppa
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CROTONE. Da una parte l'entusiasmo per la brillante prestazione in Coppa Italia, dove grazie alla bella vittoria sul campo del Lecce, per la prima volta il Crotone è riuscito ad approdare al quarto turno eliminatorio (a metà novembre sarà ospite del Bologna al "Dall'Ara"). Dall'altra, la paura di andare incontro ad un futuro incerto, derivata dall'annuncio della famiglia Vrenna di voler lasciare la società a fine stagione. È con questo stato d'animo che la formazione di Leonardo Menichini si avvicina al primo impegno che conta davvero: l'esordio in campionato contro il Livorno. Al loro sesto torneo cadetto, i pitagorici, dopo la salvezza facile dell'anno scorso, non hanno cambiato molto in sede di mercato, puntando principalmente sulle conferme di gente come Loviso, Djuric, Vinetot ed Eramo. Gente abituata alla categoria che dovrebbe garantire una salvezza senza grossi rischi. Resta da vedere se la squadra non risentirà della situazione societaria. I Vrenna, che gestiscono la società da un ventennio ed hanno portato il Crotone a livelli mai raggiunti prima (dopo ben cinque fallimenti), si lamentano dell'isolamento completo da parte delle istituzioni e ad una parte della tifoseria che non ha sottoscritto l'abbonamento nonostante siano stati ridotti i prezzi di circa la metà. Le tessere vendute (la campagna chiuderà oggi, in occasione della prima di campionato) sono addirittura meno di quelle dell'anno passato mentre, sempre a detta della società, sono aumentate le richieste di abbonamenti gratuiti: «Non era quello che desideravamo - si legge in una nota del patron Vrenna - e soprattutto non era quello che ci aspettavamo. Siamo stati lasciati soli». Intanto i giocatori e lo staff rossoblù, con in testa capitan Galardo, hanno sottoscritto 30 abbonamenti di curva a loro spese da donare ad altrettanti ragazzi disagiati del quartiere "Fondo Gesù". (D.M)
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