Il Tirreno

Livorno

In tremila per il Livorno in jeans

Renzo Marmugi
In tremila per il Livorno in jeans

Che show al «Picchi». Novellino: vi riporteremo allo stadio con le vittorie

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 LIVORNO. «Al presidente vorrei dire una cosa: venga a vedere com'è stato bello il suo pubblico». Walter Novellino ha due lanterne al posto degli occhi. Felice come un bambino infinito per la risposta del popolo amaranto all'idea di presentare la nuova stagione allo stadio. Oltre duemila persone, la tribuna piena, striscioni dei club (e uno degli ultras contro la tessera del tifoso), cori che hanno sommerso la voce dei giocatori chiamati a parlare al microfono. A scaldare l'atmosfera il comico Claudio Marmugi e Mirko Volpi di Radio Bruno, madrina "sua altezza", la miss Giulia Gammanossi.  Il clou. Alle 19 in punto sul palco arrivano gli attori principali, i giocatori del Livorno. L'applausometro impazzisce per Luci, Paulinho e Dionisi, ma anche Walter Novellino si prende una dose massiccia di consensi quando dice «Ero venuto qui dentro per la prima volta col Gualdo e c'erano 15mila persone: spero di riportarle col gioco e con le vittorie. Forza Livorno». La gente canta l'inno amaranto, la festa vive il suo momento più bello.  Il mister. "Monzon" più tardi davanti alla stampa ha un attimo di disappunto («purtroppo Paulinho non ce la fa, sabato a Crotone non potrà giocare...»), ma si riprende subito alla grande. «Vorrà dire che partiremo con una formazione ancora più giovane, con Dell'Agnello dentro dal primo minuto. Anche Belingheri infatti non sta bene, altrimenti avrei potuto metterlo dentro. Gli altri nomi li sapete: vi lascio solo una piccola sorpresa a centrocampo fra Barone e Remedi...Comunque è stata un'accoglienza bellissima, la risposta più bella ce l'ha data il pubblico. Qui c'è bisogno di gente che corre, i giovani ti danno e ti tolgono sotto il profilo dell'esperienza, ma sul piano della corsa rappresentano una garanzia». Mister, contento per l'arrivo di Siligardi? «Certo, ma io sarei felicissimo se arrivano anche Surraco e un attaccante. In serie B ci sono tre squadre - Sampdoria, Torino e Padova - che sul piano dei nomi appaiono superiori a tutti, anche se i risultati non si fanno solo coi nomi. I miei ragazzi avranno l'arma dell'entusiasmo e della corsa. Io sono ambizioso, mi sento carico e ancora più livornese, prometto che darò tutto. Ma l'ambizione può essere aiutata da un regalo del presidente: spero che Spinelli mi dia una mano...».  I giocatori. Andrea Luci pensa positivo: «Questo gruppo è un giusto mix di gioventù ed esperienza. L'anno scorso era mancata la cosa più importante per avvicinare la gente, e noi vogliamo riprendercela». Non nomina la parola playoff, ma si fa capire benissimo. Francesco Bardi dribbla meglio di Leo Messi la domanda se si considera il portiere titolare («sono convinto che questa squadra farà bene a cominciare da Crotone, il gruppo è unito»), mentre Luca Mazzoni strappa applausi sinceri quando dice: «La responsabilità di essere livornese? Io la chiamerei soddisfazione...». Martin Miglionico, il sopracciglio sinistro con i punti di sutura appena tolti, dispensa ottimismo: «Speriamo di fare meglio dell'anno scorso. Il ritorno di Perticone e la nostra gente sono importanti. Noi ci crediamo». Federico Dionisi sorride: «Gran bella festa. Con Paulinho il feeling è buono, ma tutti siamo un bel gruppo. Pensiamo a vincere per raggiungere cosa è mancato nel campionato scorso. Il mio traguardo? Vengo da 10 gol, l'obiettivo è almeno 15». Per rifare il gesto del pieno di benzina, naturalmente.  I cuori accesi in tribuna poco prima hanno cantato: «Noi vogliamo undici leoni». Da domani a Crotone scopriremo di che pasta è fatto il nuovo Livorno.

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di Redazione web