Il Tirreno

Livorno

Accuse contro il Picchi «L'iscrizione gratis è sleale»

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 LIVORNO. Un po' di rabbia e un po' di indifferenza. La notizia della scuola calcio gratuita per i bambini del Picchi riscontra pareri differenti tra le varie società. C'è chi glissa un po' sdegnato «ognuno segue la propria politica». Ma c'è anche chi alza la voce, parlando di «concorrenza sleale». Lucida l'analisi del responsabile della scuola calcio del Livorno Nord Pontino, Stefano Tamburini: «Credo che sia una strategia annuale: una società non può vivere senza le quote dei genitori».  Cintoi (Antignano Banditella) afferma invece che «una scuola calcio senza costi è una grande opportunità per le famiglie solo se abbinata alla qualità degli istruttori e dei metodi di allenamento».  Ma sono tante le critiche. «Tutto questo è sbagliato nei confronti delle altre realtà, che fanno pagare le quote perché non hanno altri introiti» grida Rossano Stasi, responsabile della scuola calcio dell'Ardenza. Ma è Alvaro Pistolesi, stessa qualifica nel Livorno 9, ad affondare il colpo: «Gratis? Non è assolutamente vero, le cose vanno fatte alla luce del sole». Chiaro il riferimento al fatto che in realtà i nuovi iscritti al Picchi devono comunque acquistare il materiale sportivo.  Chiude il cerchio Ennio Allegri, ds dell'Orlando Telcosistemi: «La decisione del Picchi è poco produttiva. Perché, oltre a creare difficoltà agli altri, nel lungo periodo non porta a nessun risultato. E' vero che ci sono sponsor alle spalle, ma prima o poi le risorse mancheranno».  La replica. «Non vogliamo ostacolare nessuno, il nostro intento è quello di andare incontro alle famiglie in un momento di grande crisi». Pino Burroni, responsabile del settore giovanile dell'Armando Picchi, risponde così alle critiche piovute contro la società biancoamaranto. Ribadendo che «questa opportunità è stata possibile grazie a Cristiano Lucarelli. E comunque le iscrizioni sono gratuite, ma a numero chiuso». Chiusura a gamba tesa: «Per anni le altre società ci hanno accusato di avere i prezzi più alti di tutti, oggi ci puntano il dito contro perché non facciamo pagare. E l'idea è quella di riproporre questa iniziativa anche in futuro». Un'altra battaglia all'orizzonte. (G.T.)

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