Gioco
Universiadi, fioretto d'argento per Tommaso Lari
Mario Orsini
Nella prova a squadre, nel giorno di chiusura delle Universiadi cinesi di Shenzhen. Lo squadrone azzurro composto, oltre che da Tommy, anche da Martino Minuto, Alessio Foconi e Luca Simoncelli si è arreso soltanto nella finalissima alla Cina
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LIVORNO. Fioretto d’argento, nella prova a squadre per Tommaso Lari e soci, nel giorno di chiusura delle Universiadi cinesi di Shenzhen. Lo squadrone azzurro composto, oltre che da Tommy, anche da Martino Minuto, Alessio Foconi e Luca Simoncelli si è arreso soltanto nella finalissima alla super corazzata della Cina col punteggio di 45-40.
Prma, però, i nostri baldi giovanotti, hanno dimostrato di avere le carte in regola per lasciare il segno. Ne sanno qualcosa Ucraina e Corea costrette alla resa nei quarti e in semifinale in maniera netta. La vittoria dei cinesi contro gli azzurri, è bene chiarirlo subito, è stata tutt’altro che scontata, benché a capitanare lo squadrone con gli occhi a mandorla ci fosse il numero uno del ranking mondiale Lei Sheng, con al fianco altri campioni come Zhu. Insomma a fiorettisti abituati a primeggiare sulle pedane di tutto il mondo.
In questo caso inoltre i cinesi, anche se non ne avevano assolutamente bisogno, hanno potuto contare anche sull’apporto del tifo amico e soprattutto sulla voglia di riscatto dopo la mezza battuta d’arresto della prova individuale. Allora, alla vigilia di Ferragosto, il divino Lei era stato costretto a alzare bandiera bianca, nella finalissima, contro il concentratissimo Martino Minuto. Questa volta ha preso la sua rivincita e in parte ha salvato la faccia.
Per Tommy Lari, allievo del maestro Marco Vannini, alla sezione giovanile delle Fiamme Oro di viale Boccaccio, questa bella medaglia d’argento arriva dopo l’ottimo ottavo posto, su un lotto di ben 73 fiorettisti, nell’individuale. A fermare Tommy nei quarti nell’individuale fu il coreano Heo (15-11), anche lui un fiorettista abituato a performance di valore assoluto sulle pedane planetarie. Da una lettura un po’ più attenta delle gare cinesi non è difficile scoprire che più che di Universiadi si è trattato di un mondiale in formato “light”, soprattutto per paesi del continente asiatico. Nazioni come Cina, Corea e Giappone, invece di schierare le seconde linee, come abbiamo fatto noi, hanno mandato in pedana parecchi super big delle varie specialità con l’obiettivo di far man bassa di successi.
Prma, però, i nostri baldi giovanotti, hanno dimostrato di avere le carte in regola per lasciare il segno. Ne sanno qualcosa Ucraina e Corea costrette alla resa nei quarti e in semifinale in maniera netta. La vittoria dei cinesi contro gli azzurri, è bene chiarirlo subito, è stata tutt’altro che scontata, benché a capitanare lo squadrone con gli occhi a mandorla ci fosse il numero uno del ranking mondiale Lei Sheng, con al fianco altri campioni come Zhu. Insomma a fiorettisti abituati a primeggiare sulle pedane di tutto il mondo.
In questo caso inoltre i cinesi, anche se non ne avevano assolutamente bisogno, hanno potuto contare anche sull’apporto del tifo amico e soprattutto sulla voglia di riscatto dopo la mezza battuta d’arresto della prova individuale. Allora, alla vigilia di Ferragosto, il divino Lei era stato costretto a alzare bandiera bianca, nella finalissima, contro il concentratissimo Martino Minuto. Questa volta ha preso la sua rivincita e in parte ha salvato la faccia.
Per Tommy Lari, allievo del maestro Marco Vannini, alla sezione giovanile delle Fiamme Oro di viale Boccaccio, questa bella medaglia d’argento arriva dopo l’ottimo ottavo posto, su un lotto di ben 73 fiorettisti, nell’individuale. A fermare Tommy nei quarti nell’individuale fu il coreano Heo (15-11), anche lui un fiorettista abituato a performance di valore assoluto sulle pedane planetarie. Da una lettura un po’ più attenta delle gare cinesi non è difficile scoprire che più che di Universiadi si è trattato di un mondiale in formato “light”, soprattutto per paesi del continente asiatico. Nazioni come Cina, Corea e Giappone, invece di schierare le seconde linee, come abbiamo fatto noi, hanno mandato in pedana parecchi super big delle varie specialità con l’obiettivo di far man bassa di successi.
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