Il Tirreno

Livorno

Mazzoni, guanti amaranto

Fabrizio Pucci
<b>  ALLA PARI.</b> Francesco Bardi (19 anni) e Luca Mazzoni (27) due portieri livornesi doc per le ambizioni del nuovo Livorno di Walter Novellino
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ALLA PARI. Francesco Bardi (19 anni) e Luca Mazzoni (27) due portieri livornesi doc per le ambizioni del nuovo Livorno di Walter Novellino

«Il gruppo è valido ma incompleto, e sappiamo dove»

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 LIVORNO. Luca Mazzoni è un tipo tosto. Ha le idee chiare e la parlantina sciolta. E' giocatore e tifoso e quindi analizza la situazione amaranto da entrambi i punti di vista. E questo è un valore aggiunto all'interno dello spogliatoio che tanto aveva bisogno di 'indigeni' anche per ricostituire tra i tifosi il comune senso di appartenenza. Il portiere parla della sua situazione personale, dopo l'addio a De Lucia e l'arrivo di Bardi, e poi allarga l'orizzonte alla squadra.  Luca, dopo tanti anni hai la chance di partire titolare. Come vivi questo momento?  «Con serenità, perché mi sono sempre allenato con la stessa intensità, che giocassi o meno. Sulla questione di Fofò non mi esprimo. E' una scelta dell'allenatore. Adesso è venuto Bardi che ha tante qualità: è giovane, è bravo ed è livornese. Anche in questo caso la decisione su chi far giocare spetta a Novellino. Tuttavia è chiaro che questa è una stagione che annuncia importante».  Parliamo della squadra. Rispetto a quella dell'anno scorso secondo te è più forte?  «E' diversa. Secondo me siamo un gruppo molto valido anche se incompleto. Manca qualcosa. Sappiamo bene dove e chi. Sulla destra non c'è Surraco che l'anno scorso nel girone di andata ha dimostrato che in B fa la differenza. Novellino spera di riaverlo. Il desiderio del mister è noto anche in società per cui spero che Ignacio possa tornare. Non c'è più Barusso a dare fisicità al centrocampo. E un giocatore così ci serve come il pane anche per rinforzare numericamente quel reparto. Insieme ad Ahmed è andato via anche Iori, ma abbiamo preso Barone e Genevier. Sul piano tecnico siamo migliorati. Bisogna vedere come i due se la cavano dopo la lunga inattività, ma sono due giocatori dal valore e dalla qualità indiscutibili».  Genevier si sposa bene con la filosofia di Novellino: è un grande verticalizzatore..  «E' vero. Gael ha questa caratteristica. Prendete la partita col Siracusa: quando il francese è stato spostato più avanti e Luci arretrato davanti alla difesa, è cambiata la musica. A proposito non mi capacito di come Luci non abbia richieste dalla serie A. Poi Barone: rispetto a Genevier ha nel sangue i tempi degli inserimenti e questa è un'arma in più».  Novellino confida molto sui giovani...  «Ha ragione. I nostri sono molto bravi. Oltre a Bardi ci sono Remedi, Dell'Agnello e Bigazzi. Tutti ragazzi sbocciati nel settore giovanile del Livorno. Per tutti manca la prova del nove, la partita vera di campionato, ma tutti promettono benissimo. Spero solo che i nostri tifosi li incoraggino e li aspettino. Prendiamo Dell'Agnello: non è facile passare da una Primavera alla serie B. Chi ama il Livorno è esigente e quando uno va in campo non sta a guardare la carta d'identità del giocatore. Che sia del 1992 o del '93 non fa differenza. Ecco, per questi nostri giovani, bisogna fare uno strappo alla regola e aiutarli sempre per trovarli pronti quando saranno chiamati in causa».  La difesa del Livorno è la più forte della serie B?  «Siamo messi benissimo. Il ritorno di Perticone è importantissimo. Poi abbiamo Miglionico, Knezevic e Pieri (almeno stando alla formazione di sabato col Siracusa) che in B sono un lusso».  Che campionato sarà?  «Simile a quello dell'anno scorso. Torino e Samp sono come Atalanta e Siena della passata stagione. Noi? Viviamo alla giornata e soprattutto cerchiamo di fare risultato in casa per riconquistare la nostra gente. La sorpresa? Occhio alla Nocerina. Ha un allenatore capace e un gruppo che l'anno scorso in Prima Divisione ha stravinto il campionato».  Prima del campionato c'è la coppa Italia. Domenica l'impegno con il Chievo.  «Andiamo a Verona per far bene e confrontarci per la prima volta con un avversario di categoria superiore. Passare il turno sarebbe il top. Di certo non vogliamo fare figuracce né contro i gialloblù né mai».

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