Il Tirreno

Livorno

Livorno, da oggi non si scherza più

Fabrizio Pucci
<b>DETERMINATO. </b>Walter Novellino
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DETERMINATO. Walter Novellino

Arriva il Siracusa. Novellino: sarà uno spot per farci apprezzare dalla gente

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 TIRRENIA. Nell'aula 2 del Centro Coni una mano ignota ha affisso un cartello: «Da oggi non si ruzza più». Novellino lo guarda, ma non capisce lo slang livornese. Una volta tradotta la frase, l'uomo di Montemarano sorride a annuisce perché siamo alla vigilia del primo impegno ufficiale della stagione: «Per noi - attacca - si tratta di una verifica importante. Lo sanno bene anche i ragazzi. Questa partita può essere uno spot per la gente».  Che cosa ti aspetti dalla tua squadra?  «Sul piano dell'atteggiamento non ci sono problemi. Chi va in campo sa bene che cosa voglio. Mi piace vedere una squadra «rossa», grintosa. In 34 giorni di ritiro i ragazzi lo hanno capito».  C'è da valutare anche la condizione fisica.  «Sì. Conto di confermare i progressi visti a Carrara. Non dimentichiamoci che abbiamo un lavoro fisico di un certo livello alle spalle. Ora siamo nella fase di scarico e della rapidità. Ecco con il Siracusa sarà un allenamento in velocità».  E' inevitabile fare il punto della situazione. Il gruppo è ancora extralarge..  «E' vero, però è arrivato il momento di fare la squadra. Fino ad ora, tranne un paio di episodi, si sono comportati tutti bene. Ho lavorato con 33 giocatori e li ho allenati tutti. Loro sono stati disponibili, hanno capito le mie difficoltà e non hanno creato problemi. Ma ora qualcuno sarà messo da parte. Devo fare le mie scelte. Alla società chiedo di snellire il gruppo».  Ci sono tanti giocatori, ma la squadra è ancora incompleta.  «E' così. Io sposo un gruppo e con quello vado avanti. Purtroppo due di questo gruppo sono ko. Si tratta di Filkor e Belingheri che hanno guai fisici da risolvere. Mi dispiace molto perché fanno parte del mio progetto. Per il resto, adesso che abbiamo recuperato Perticone mancano un esterno destro e un centrocampista».  Qual è l'obiettivo del Livorno? Barone nei giorni scorsi ha parlato di playoff.  «Preferisco non quantificare. Partiamo con l'idea di fare bene. Se pensate agli acquisti di Torino, Sampdoria e Padova, queste squadre sono nettamente superiori a noi. Ma poi è il campo a fare la differenza. E anche l'allenatore».  Però una difesa forte come quella del Livorno composta da Perticone, Miglionico, Knezevic e Pieri non ce l'ha nessuno...  «E' vero, ma anche in questo caso vale il discorso fatto prima: i nomi non vincono. Vince ciò che si ha dentro. E' per questo che ho grande fiducia in giovani come Remedi e Bigazzi. Ringrazio la società per avermi messo a disposizione due ragazzi di valore come loro».  Sarà una squadra senza un centravanti puro e quindi senza punti di riferimento..  «E' ciò che voglio. Prendiamo Paulinho: è bravissimo e svaria molto. Se non diamo coordinate agli altri, possiamo dar fastidio a molte squadre».  Parliamo di mercato..continua il tormentone Surraco che adesso è dato per vicino al Torino. Ti preoccupa questo?  «Al massimo posso provare un pizzico d'invidia. L'allenatore granata Ventura prende tutti uomini miei. Il dato è curioso: io costruisco i giocatori e lui li fa giocare. Al di là di questo, però, non dimentichiamoci dell'Udinese che è proprietaria del cartellino del giocatore. Da parte nostra non possiamo rincorrere ciò che non possiamo afferrare».  Capitolo portieri. Chi parte titolare?  «Bardi è giovane e molto bravo. Mazzoni sta facendo benissimo. Il giudice ultimo e supremo è il campo».

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