Gioco
Abbonamenti in saldo, alla città piace l'idea 1.400 tessere in sei giorni
Fabrizio Pucci
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LIVORNO. Ad appena sei giorni dall'apertura della campagna abbonamenti è già possibile parlare di boom di sottoscrizioni. Talvolta le nude cifre non dicono tutto, ma in questa circostanza il dato è incontrovertibile e se, confermato nelle prossime settimane, può certificare il ritorno dei tifosi allo stadio dopo un anno triste come un lunedì mattina d'inverno. Numeri a confronto. Fino a ieri pomeriggio erano state prenotate oltre 1400 tessere. Se paragoniamo questo numero a quello di un anno fa la crescita è esponenziale visto che nell'agosto del 2010 (il dato si riferisce ugualemente al sesto giorno di apertura delle rivendite) gli abbonamenti sottoscritti erano appena 454. In sostanza c'è un incremento di circa 1000 unità. Cifre da stropicciarsi gli occhi e che proiettate da qui alla fine all'inizio del campionato (se il ritmo viene mantenuto) porterebbero a circa 8.700 abbonamenti, quota seconda solo a quella dell'estate 2004, la prima di serie A dopo 55 anni e a quella del 2005, come evidenziato dalla tabella. Ipotesi difficilmente realizzabile. Adesso probabilmente ci sarà una frenata per via del Ferragosto, ma dopo la metà del mese potrebbe arrivare un'altra impennata, magari da agevolare con una prestazione incoraggiante nel primo turno di Coppa Italia con il Siracusa domani sera. Le cause. La conferma dell'ossatura della squadra e dell'allenatore dell'anno scorso sono sintomo di continuità e di progettualità. Elementi che infondono sicurezza agli sportivi. E' pero evidente che la politica dei prezzi bassi praticata dalla società ha allettato i tifosi più di ogni altra cosa. La decisione è stata opportuna e sta dando i suoi frutti. C'è da recuperare il patrimonio di passione e attaccamento alla squadra che nelle ultime stagione è andato disperso. I morsi della crisi economica si sono fatti sentire. E poi i risultati negativi o altalenanti hanno prodotto uno scollamento tra il Livorno e la sua tifoseria. Adesso è arrivato il momento di rimettere ogni cosa al suo posto. Spinelli ha teso la mano agli sportivi e questi hanno capito facendo la fila al botteghino. La riflessione. E' chiaro che sotto la cenere c'è il sacro fuoco dell'amore per la maglia amaranto. Non servono miracoli per soffiarci sopra ed alimentarlo. La società ha fatto la sua parte, la gente ha risposto e lo ha fatto gettando di nuovo la palla nella metà campo del Livorno: questi primi 1400 abbonamenti, infatti, sono stati sottoscritti a scatola (quasi) chiusa perché la squadra è ancora incompleta ha bisogno di almeno un paio di rinforzi per essere altamente competitiva. Lo sa Spinelli, lo va ripetendo Novellino da qualche settimana. I prezzi popolari sono un'ottima idea per rilanciare l'operazione simpatia e una sorta di proselitismo, ma rischiano di diventare un'operazione fine a sé stessa se non hanno un seguito nella campagna acquisti e nella costruzione squadra completa in ogni reparto. Lo meritano quei 1400 e quanti si abboneranno nelle prossime settimane. Il campionato comincia fra tre settimane. C'è tutto il tempo per inserire i tasselli che mancano non solo alla squadra, ma anche all'ambiente affinché società e tifosi tornino ad essere un blocco unico come negli ultimi anni. «Livorno giovane, ambizioso e attaccato alla maglia». Mai slogan per la campagna abbonamenti fu più indovinato. La società sa che questa è la chiave per aprire il cuore dei livornesi e per farli tornare allo stadio con la tessera in tasca.
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