Gioco
Livorno fermato dal muro orange
Renzo Marmugi
Dionisi in tribuna, solo qualche brivido da palla inattiva: a Pistoia è 0-0
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PISTOIESE: 0 - LIVORNO: 0 PISTOIESE (4-4-2): Gaffino Rossi; Ceccherini, Calanchi, Strufaldi, Cantoni (24' st Arzeo); Ceciarini (1' st Paolicchi) Reccolani, Bigoni (37' st Ballerini), Pieroni (15' st Elmi); Scandurra (42' st Frosini), Biggi (8' st De Gori). All: Agostiniani. LIVORNO (4-2-3-1): Mazzoni (1' st Bardi); Meola (1' st Regno), Miglionico (1' st Bernardini), Lambrughi (1' st Knezevic), Pieri; Remedi (1' st Luci), Genevier; Rampi (1' st Schiattarella), Dell'Agnello (17' st Lignani, 42' st Remedi), Bigazzi; Paulinho. A disp: Di Bella. All: Novellino. ARBITRO: Bichisecchi di Livorno. NOTE: angoli 9-2 per il Livorno. dal nostro inviato PISTOIA. Zero a zero. Dionisi è in tribuna e il Livorno non segna. Sarà un caso, ma potrebbe anche essere un indizio. Il derby sulla strada del ritorno alla fine del ritiro in Umbria si conclude senza reti, con una Pistoiese baldanzosa e gli amaranto che non riescono a batterla, pericolosi nel primo tempo ma soltanto di testa e più reattivi dopo i cambi a raffica operati nell'intervallo, senza però riuscire a scuotere la rete arancione. Paulinho si è mosso tantissimo, ma i sessanta minuti giocati insieme a Dell'Agnello sono filati via senza produrre grandi rischi in area avversaria e l'idea di un'intesa da migliorare parecchio. Insomma, la classica partita estiva, nella quale i giudizi vanno presi con le pinze: difficile da giudicare. Anche se le intuizioni del mister e la sua voglia di insistere sui giovani puledri come Bigazzi e Remedi si sono rivelate felici. La Pistoiese è appena risalita in serie D, ma tre categorie di differenza non si vedono. Sarà perché gli arancioni hanno stimoli amplificati dalla nobiltà dell'avversaria, o forse perché il Livorno 24 ore prima è andato in campo nel triangolare di Perugia, dunque tutti avevano almeno 45' nelle gambe e non c'era brillantezza. Nel dubbio fra schierare la formazione tipo oppure i più sacrificati Novellino sceglie la busta numero 3, cioè 6/11 di quella che dovrebbe (il condizionale nel calcio di agosto è un "must") essere la squadra che ha in mente. La Pistoiese nel vocabolario sportivo è una neopromossa, in realtà ha budget e ambizioni per tornare subito fra i professionisti: Biggi e Scandurra là davanti sono due signore punte abituate ai piani superiori, e si vede da come riescono a mettere ansia alla retroguardia ospite a ogni pallone giocabile. Il primo brivido, infatti, lo creano proprio gli arancioni: Scandurra in profondità per Biggi, che vede Mazzoni un po' fuori porta e ci prova con un delizioso pallonetto che costringe il portiere amaranto a tuffarsi all'indietro per smanacciare la sfera oltre la traversa (10'). Nel Livorno piacciono soprattutto i giovani, il leit motiv di questo inizio di stagione. Remedi, schierato davanti alla difesa accanto a Genevier, ha numeri e personalità, idem gli esterni Bigazzi e Rampi riescono a lasciare il loro marchio di fabbrica sull'erba del "Melani". Gli amaranto mettono paura al gigante Gaffino Rossi (m. 1,94) soltanto sulle palle alte o inattive: sassata di Miglionico di testa su calcio d'angolo (24') e sontuosa risposta del portiere di casa, che poi respinge un'altra capocciata di Rampi (27') e una di Dell'Agnello (28'), mentre Rampi - sempre di testa - sfiora la traversa su un pallone scodellato in mezzo da Pieri. La Pistoiese è più brillante sulla corsa, e quando Pieroni in fuga sull'out sinistro crossa un pallone nell'area piccola ci vuole Pieri per anticipare il tap-in di Biggi. Dopo il gong di metà partita "Monzon" fa la rivoluzione, e ne cambia sei, praticamente tutta la panchina eccetto Di Bella e Lignani, ma poco dopo tocca anche al ragazzo di Foligno perché Dell'Agnello, in uno scontro col gigante della porta arancione ha la peggio. Il 4-2-3-1 ora si delinea meglio, le squadre si allungano e in contropiede il Livorno può far male. Paulinho (poco prima ha sfiorato il gol su una punizione a giro) vola in contropiede e serve Bigazzi, che però alza troppo la mira. Il pubblico s'infiamma per un battibecco a distanza fra i due mister che hanno idee diverse sul significato di "amichevole", poi nel finale c'è un brivido per Lignani, che si gira un ginocchio sull'ennesimo contrasto ruvido e deve uscire. Stop. E ora due giorni di meritato riposo.
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