Il Tirreno

Livorno

Questo è un Livorno a Luci accese

Fabrizio Pucci
<b>PILASTRO. </b> Andrea Luci in azione
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PILASTRO. Andrea Luci in azione

«Non ci nascondiamo, siamo forti. E Paulinho è giocatore vero»

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 LIVORNO. Andrea Luci da Piombino. Ecco uno dei giocatori simbolo del Livorno 2011/12. Parlantina sciolta, dimestichezza con i congiuntivi e concetti mai banali. E' il professore del centrocampo amaranto che traccia un bilancio dopo quasi un mese di lavoro.  Andrea, quali sono le tue sensazioni?  «Positive. Sulla base della mia esperienza posso affermare che siamo sulla buona strada. Non possiamo ancora dire se giochiamo bene o male, perché siamo imballati per via dei carichi di lavoro, ma sono fiducioso».  Dove potete arrivare?  «Non ci poniamo obiettivi. Partiamo a fari spenti, ma voglio ricordare che la difesa è quella dell'anno scorso, e mi pareva molto forte. A centrocampo forse manca qualcosa sulla corsia destra. Ma davanti abbiamo signori giocatori. Occhio a Paulinho».  Già, anche Novellino è entusiasta del brasiliano, ma lui non è tanto convinto di restare..  «Non ne sarei così certo. Negli ultimi giorni l'ho visto più motivato e propenso a rimanere qui. Questo attaccante è davvero molto forte. Ha dei numeri. Conosco la sua storia controversa a Livorno, ma spero che sia dei nostri perché avrà la possibilità di far ricredere tanti detrattori».  E gli altri?  «Ragazzi, abbiamo fatto acquisti importanti. Ho detto di Paulinho, ma non voglio dimenticare Barone e Genevier. Il primo anche se è stato fermo un anno è in gran forma e non lo scopro certo io. Non è stato campione del mondo per caso. Il francese lo conoscevo già. E un centrocampista di valore assoluto».  Nel nuovo disegno tattico di Novellino, il 4-2-3-1, giochi a ridosso della prima punta. Come ti trovi?  «Molto bene. E' un ruolo che avevo ricoperto anche nelle ultime cinque o sei partite della scorsa stagione. Mi permette di correre meno e di divertirmi di più perché posso cercare anche la via della rete».  Correre meno significa anche la possibilità di allungare la carriera. La tua non è più una vita da mediano...  «E' vero, ma a questo non ci penso. Penso a fare bene con questa squadra che mi piace molto. Anche i giovani rientrati dai prestiti mi hanno impressionato. Remedi e Bigazzi sono davvero bravi».  L'anno scorso i playoff sono sfuggiti per un soffio. Quel disappunto può trasformarsi in carica agonistica. Ne avete parlato nello spogliatoio?  «No. Non ce n'è bisogno. Qui c'è tutta gente motivata che ha voglia di riscatto. Prendi Barone, Genevier e lo stesso Paulinho che vuole dimostrare ai livornesi di essere un bomber di razza. E poi ci sono i giovani che hanno la giusta fame».  Sei il capitano del Livorno. Una responsabilità in più?  «Non credo che sia una decisione definitiva. Non abbiamo ancora disputato nemmeno una partita ufficiale. Vedremo che cosa succede. Però mi preme sottolineare un aspetto. Quella fascia di capitano è di Tomas Danilevicius. Se dovesse tornare, gli spetta. E spero proprio che venga a darci una mano».

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di Redazione web