Il Tirreno

Livorno

Salvemini, lo stakanovista torna sul ring

Mario Orsini
<b>FRATELLI DI BOXE.</b> Donato e Domenico Salvemini
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FRATELLI DI BOXE. Donato e Domenico Salvemini

Pugilato: stasera a Roma un altro match per avvicinarsi al tricolore

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 LIVORNO. Quinto match tra i professionisti in cinque mesi. Roba da stakanovisti del ring. Il prossimo appuntamento stasera sull'Isola Tiberina, sul Lungotevere De Cenci, a Roma, contro il diciannovenne ungherese Hanza Zsolt, nel sottoclou del match tricolore tra Simone Califano e Davide Dieli con diretta su RaiSport.  Per Domenico Salvemini, allievo di Franco Nenci e del fratello Donato, all'Accademia dello Sport e tesserato anche per la scuderia De Clemente, un autentico tour de force, impensabile fino a dicembre scorso quando scorrazzava sui ring di mezza Italia con la maglietta, il caschetto protettivo e un record in campo dilettanti di tutto rispetto: 44 vittorie, 11 pareggi e solo 10 sconfitte.  Poi il salto nei professionisti vincente, il 25 febbraio, a Mattinata di Puglia contro William Fenude, le due vittorie a Livorno con Stefano Trabucco e Giuseppe Margiotta e il trionfo al Foro Italico con Adam Grabiec. Adesso, sulla strada di Domenico c'é un giovane magiaro con un curriculum modesto. Domenico però non è d'accordo: «Tra i professionisti non ci sono match facili. L'insidia è sempre dietro l'angolo. Dei 4 incontri disputati quello con Grabiec doveva essere il più facile invece è stato il più ostico e difficile. Qui c'è anche l'incognita di una preparazione frenata da due infortuni: prima una contrattura al braccio sinistro, poi un indolenzimento alla caviglia destra. In tutto se ne sono andati quindici giorni. Nonostante questi contrattempi spero di far bene per guardare avanti».  Dove? «Il sogno è di combattere per il titolo italiano entro fine anno. Sono settimo nel ranking, ma molti di quelli che mi precedono, cominciando dai primi due - Della Rosa e Bottai - hanno gli occhi al panorama internazionale o altri problemi. Quindi se riesco a risalire qualche posizione e qualcuno rinuncia alla chance tricolore si potrebbe aprire uno spiraglio. Per adesso, però, niente voli di fantasia. Vivo alla giornata e penso all'ungherese».  Accademia dello Sport. Per gli allievi della premiata ditta Nenci-Salvemini tre vittorie e un pareggio. Successo meritato di Valerio Cucciolini (1988, cat. 60 kg) a Castellina Marittima, contro l'esordiente Luca Conte, classe 1987, dell'U. Cecina Boxing. Di nuovo sul ring e in maniera vincente Nicola D'Andrea, dopo un periodo d'astinenza per ragioni personali. Il bravo Nicola a Ronchi di Marina di Massa ha piegato in maniera convincente, nella categoria Youth il patavino Julian Cacco Palazzin. Successo meritato pure per l'ingegner Valerio Pirone contro Angelucci, al palasport di Cecina, nel sottoclou del match di Floriano Pagliara. «Dopo qualche passo falso sono tornato al successo, penso con merito», le parole di Valerio Pirone. Match pari invece per il giovanissimo 1997, Mattia Demi (cat. Schoolboy, 40 kg) contro il patavino Riccardo Bizzo. Un verdetto mal digerito da Donato Salvemini: «Mattia meritava di vincere perché ha dominato per tutte e tre le riprese».  La precisazione. È un Salvemini schietto anche sull'ultima riunione dei Bagni Lido organizzata dalla Fortitude. «Siamo fieri dei nostri colori sociali - dice - e non sentiamo il desiderio di dare battaglia ad alcuno. Rispettiamo principi e valori che ogni società sente il bisogno di evidenziare. Come tecnico e organizzatore di piccoli eventi di boxe, da anni cerco la collaborazione tra le società cittadine. L'idea di inserire qualche derby nella serata dei Lido mi sembrava valida e intelligente e non una competizione tra bottegai. Secondo me lavorare isolati non giova a far crescere l'interesse della gente e delle istituzioni nei riguardi del pugilato».

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