Gioco
Livorno ha il suo Barone
Fabrizio Pucci
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IN BILICO. Romano Perticone Simeoni va all'Alessandria, Perticone piace al Novara
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LIVORNO. Due operazioni ampiamente annunciate che diventano ufficiali. E poi la solita ridda di voci. E' l'eredita lasciata dall'ultimo giovedì di luglio. Per il Barone amaranto prova superata. Era previsto. Simone Barone è un giocatore del Livorno. Ieri è stato messo nero su bianco. Il suo ruolo è chiaro. Novellino intende affidargli le chiavi del centrocampo. Anzi. Di quella zona di campo dove si vincono e si perdono le partite, visto che agirà davanti alla difesa insieme a Gael Genevier. L'atteggiamento propositivo mostrato dal campione del mondo 2006 fin dai primi giorni di Bra aveva convinto 'Monzon'. Il resto è stata una pura formalità. Se Barone smaltisce in fretta la ruggine dovuta alla lunga inattività (si è sempre allenato con grande serietà, ma i 90' sono un'altra cosa) è un crack nel suo ruolo e il Livorno può alzare l'asticella degli obiettivi. Contratto di un anno con opzione per il secondo. Ciao Simeoni. Mancava solo la firma sul contratto che lega il fantasista spezzino all'Alessandria. E l'autografo sulla cessione del 50% è stato apposto ieri. Simeoni ha la possibilità di fare esperienzea e il Livorno libera una casella nell'affollato quartiere generale di Fratta Todina. Se Simeoni al 'Moccagatta' diventa protagonista, potrà tornare utile l'anno prossimo con la maglia amaranto. Perticone. Non si sblocca la situazione del difensore di Melzo. Per ora è tutto fermo. Lui continua ad allenarsi e Novellino continua a monitorarlo. Intanto però lo strappo della scorsa settimana, a prescindere dalla possibilità di una ricomposizione, ha prodotto l'interessamento del Novara sul giocatore. La situazione è quanto mai fluida. Il club piemontese, in quanto neopromosso in serie A, esercita un forte appeal nei confronti del ragazzo, come accadrebbe con qualsiasi altro giocatore di categoria inferiore. Per sciogliere questo nodo serve grande pazienze e un supplemento di riflessione. Italiano. Svelato il retroscena che ha fatto inserire al Padova il suo regista nell'offerta avanzata al Livorno per arrivare a Paulinho. Italiano è ai ferri corti con la società veneta. Il giocatore ex Chievo va in scadenza di contratto tra un anno. Lui vorrebbe rinnovare, ma i biancoscudati nicchiano. E per non perderlo a parametro zero il 30 giugno 2012 lo stanno proponendo a mezza serie B, Livorno compreso nel contesto dell'operazione Paulinho. Gli amaranto, però, non sono affatto persuasi di cedere il brasiliano. Ancora meno di trasferirlo a una diretta concorrente. Così sulla corsa a Italiano (in cui per la verità sono stati tirati dentro per la giacca) sono stati superati dal Bari. Gli altri. La lista dei possibili partenti è nutrita: Cellerino, Galabinov, Volpe, Volpato, Lignani, Remedi. Una mezza dozzina di giocatori da piazzare. Non è facile. E se non si sblocca il mercato in uscita, diventa complicato andare a prendere qualcuno. In attacco per esempio a questo punto le speranze di Danilevicius di tornare a Livorno sono ridotte al lumicino. L'unico innesto, ma ci vorranno almeno altri venti giorni per definire felicemente la questione, può essere quello di Surraco, giocatore richiesto da Novellino. Altre trattative, con questa congiunzione astrale sfavorevole, non possono neanche partire. Situazione kafkiana figlia di contratti pluriennale firmati da calciatori il cui rendimento è stato inversamente proporzionale al costo e alla lunghezza dell'accordo.
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