La protesta
Genevier & Filkor, e il centrocampo diventa più internazionale
Renzo Marmugi
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NUOVI. Attila Filkor e Gael Genevier: in mezzo a loro il direttore generale Giovanni Gardini Il francese: «Sono guarito già da febbraio, cercherò di fare meglio che a Pisa». L'ungherese: «Io, corsa e quantità»
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LIVORNO. Attila & Gael, e il Livorno diventa più europeo. L'ungherese Filkor e il francese Genevier, due nuovi "midfielder" amaranto presentati ieri allo stadio. Gente di poche parole, ma decisa a farsi rispettare e soprattutto a trovare spazio in mezzo al campo. «Attila è un nome importante, strano per voi italiani, ma vi assicuro che in Ungheria è normalissimo e comune - dice il biondo di proprietà Milan arrivato in prestito con diritto di riscatto -. Ho 23 anni e sono già al sesto campionato nel vostro calcio. Arrivai nel 2006 acquistato dall'Inter e i prestiti a Sassuolo, Grosseto e Gallipoli li ho vissuti da nerazzurro. Poi sono andato al Milan, che nell'estate 2010 mi ha girato alla Triestina. Stagione difficile, in una squadra ripescata in serie B e che doveva inseguire la salvezza. Ho fatto 26 presenze e due gol, il 3-0 contro il Crotone di piede e uno di testa con il Frosinone, anche se perdemmo 2-1. Qui a Livorno gli obiettivi sono molto diversi: il Livorno vuole salire e Novellino è un allenatore duro, molto diretto, che ha l'ambizione di andare in serie A. Io giovane? Giovani per me sono i ragazzi appena usciti dalla Primavera, in fondo ho già 23 anni...». Idee chiare, insomma. E grinta da vendere. «Sono un centrocampista di corsa, portato a dare alla squadra più qualità che quantità. Forza e gioco fisico le mie caratteristiche principali. Ma non voglio parlare di me, saranno il pubblico e gli addetti ai lavori a giudicare Attila Filkor». Gael Genevier, lì accanto, è un prodotto del vivaio Olympique Lione. 29 anni appena compiuti, moglie francese e un figlio in arrivo, è stato battezzato nel calcio italiano dal Perugia, campionato 2003-04. Un centrocampista con la valigia che ha girato su e giù per lo stivale e soprattutto con i piedi buoni. E' una scommessa, una di quelle che tanto piacciono al presidente Spinelli, anche se qui di verde c'è l'erba e non il tavolo. Nell'agosto 2010 si è rotto il crociato anteriore del ginocchio sinistro, infatti il curriculum del campionato scorso dice una sola presenza. «E' stato un brutto infortunio - dice Genevier in un ottimo italiano - ma a febbraio io ero pronto per giocare. Il Siena però stava andando a mille, volava verso la serie A e il mister ha fatto le sue scelte. Mi piace impostare il gioco, a destra o sinistra non mi interessa, io sto dove vuole l'allenatore. I due anni a Pisa rappresentano un passato importante, là ho fatto bene, ma il lavoro mi ha portato a Livorno e cercherò di fare meglio che a Pisa. Il gruppo mi sembra tranquillo, la serie B è un campionato lunghissimo, difficile e la squadra vuole arrivare lontano. Novellino? Sa dove vuole andare, ha un modo di lavorare molto diretto. Mi piace». Il Livorno fin qui ha giocato spesso con il 4-2-3-1 e Gael Genevier si è già messo in luce. «4-2-3-1 o 4-3-3 per me non fa differenza, non è un problema di modulo ma di caratteristiche. E io preferisco giocare un po' più basso...». Accontentato. Il francese è venuto in amaranto deciso a vincere la sua scommessa.
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