Il Tirreno

Livorno

Meola e Rampi, la classe '90 va in paradiso

Antonio Meola
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Antonio Meola

«Facce toste e futuribili», parola di Novellino, Favarin e Tosi

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 LIVORNO. La carica dei ragazzi del '90. Uno arriva da Avellino, terra di nascita di Novellino. L'altro da Perugia, terra che ha adottato il tecnico amaranto. Di certo è un caso. Ma chissà, magari proprio questi due giovani di belle speranze possono dare un contributo importante all'allenatore. Lunedì il Livorno ha ufficializzato l'acquisto in compartecipazione di Antonio Meola, terzino destro prelevato dalla società irpina. Ieri è stata la volta di Francesco Rampi, pure lui esterno destro, proveniente dal Perugia. Nel contesto di quest'ultima operazione di mercato è stato ceduto in prestito agli umbri il baby Marco Moscati.  Facce toste. Su Rampi (23 presenze l'anno scorso in D con i grifoni) garantisce Novellino. L'uomo di Montemarano nei giorni scorsi ne aveva caldeggiato l'arrivo. Il ragazzo, come dice Monzon, «è giocatore». Viaggia veloce sulla corsia destra e ha pure personalità. Lo attendiamo con curiosità. Al Livorno servono giocatori in gamba, motivati e con la voglia di affermarsi. Rampi è uno di questi. Sono buone pure le referenze di Meola, al quale l'Avellino, prima di passarlo al Livorno ha fatto firmare un contratto quadriennale. Una mossa intelligente a tutela dei loro interessi. Ma quali sono le sue caratteristiche? Le illustrano due allenatori giovani, capaci, perbene, che vogliono bene alla nostra maglia e di cui fidarsi a occhi chiusi: Giancarlo Favarin (polmoni e cuore al servizio del Livorno nei primi anni Ottanta) e Marco Tosi (ex tecnico della Primavera amaranto).  Il parere di Favarin. L'ex allenatore della Lucchese ha avuto Meola alle sue dipendenze nella stagione 2008/09 quando con i rossoneri dominò il campionato di serie D: «All'epoca - afferma - Antonio era poco più che un ragazzino, ma le sue grandi potenzialità erano ampiamente visibili. Aveva solo 18 anni, ma riusciva già a sprigionare grande potenza. Può giocare esterno basso o alto. Io lo utilizzavo più avanti come quarto di centrocampo. Ha grande fisicità. Nella prima parte del campionato fu tra i più positivi. Poi decidemmo di gestire i fuori quota imposti dal regolamento della serie D e fu un po' sacrificato, ma le sue capacità non sono in discussione. E poi un campionato di Seconda divisione ad Avellino lo avrà sicuramente maturato. Credo proprio che il Livorno abbia fatto un ottimo acquisto». Favarin poi, da tifoso, fa un digressione e parla di Paulinho: «Spero che resti, perché questo è un giocatore importante che può fare tanti gol anche in serie B. Sarebbe un bel colpo».  Il giudizio di Tosi. Un altro certificato di garanzia arriva dall'allenatore che l'anno scorso ha guidato la Vibonese, girone C di Seconda divisione, lo stesso dell'Avellino di Meola. E' stato proprio Marco Tosi a segnalare il giocatore al Livorno. Ed Eugenio Vincenti, responsabile degli osservatori amaranto, ha colto al volto l'assist portando a casa questo ragazzo sul quale aveva messo gli occhi anche il Grosseto: «Ho affrontato Meola due volte in campionato - confida Tosi - e mi ha impressionato. Poi i dvd delle squadre girano per cui posso dire di averlo visto giocare più volte. Di certo è stato il migliore del campionato nel suo ruolo. Probabilmente ha ancora bisogno di essere affinato tatticamente. Ma se si disciplina è fortissimo. Dalla sua parte ci sono la giovane età e una grande forza fisica. Non solo. Ha pure piedi buoni e, come si dice in gergo, gamba. E' un gran bell'esterno. Un elemento che in prospettiva può fare molto bene e dare una mano agli amaranto». (F.P.)

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di Redazione web