Lutto
In settecento applaudono il livornese. «E stata dura, ho vinto lennesima battaglia»
Botte da orbi, Lenny ce la fa
Mario Orsini
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SHOW. I due pugili sul ring dei bagni Lido di Ardenza Accanto Bottai intervistato dopo la vittoria Ai «Lido» match intensissimo: Bottai ai punti su Kubin
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LIVORNO. Il quindicesimo sigillo. Lenny Bottai continua a vincere ed entusiasmare. A chinare la testa, al termine di un mach duro, aspro, vibrante, questa volta è toccato al ceco Bronislav Kubin. Ma per il livornese non è stata una passeggiata, anzi. Il successo è arrivato al termine di otto riprese tiratissime: Bottai e il suo rivale, sul ring dei Bagni Lido davanti a circa settecento persone se le sono date di santa ragione. Il verdetto finale, a favore di Lenny, non fa una grinza ma Kubin ha dimostrato di essere un signor pugile. Che per Bottai questa nuova sfida non sarebbe stata una gitarella fuori porta era facile intuirlo. Bastava osservare il curriculum del pugile ceco. Il match. Dopo una ripresa iniziale sostanzialmente di studio, Kubin ha pigiato sull'acceleratore e ha messo in mostra una boxe scarna, essenziale ma estremamente redditizia. Per un paio di riprese ha preso in mano il pallino delle operazioni e ha cercato, in qualche momento riuscendoci, di mettere in difficoltà Bottai. Lenny però ha replicato alla sua maniera, sostenuto da una condizione fisica straripante e dall'incitamento del suo splendido pubblico, è stato bravissimo a riordinare piano, piano le idee. Dalla quarta ripresa in poi, nonostante i vistosi effetti di una testata ricevuta, in uno scambio ravvicinato, sotto l'occhio sinistro, ha cominciato a dare continuità alla propria azione con un martellamento al costato e montanti e ganci scaricati con precisione chirurgica al volto dell'avversario. Cazzotti ben assestati che gli hanno consentito prima di risalire la china e poi far pendere, meritatamente, la bilancia a suo favore, complici anche un paio di richiami ufficiali rimediati dal suo avversario per comportamento scorretto. Alla lettura del verdetto i soliti applausi per Lenny. «Se si affrontano i morti e non i pugili veri come Kubin si fa sempre bella figura. Io, però, non ho mai cercato e mai cercherò scorciatoie. Se mi fosse andata male la gente mi avrebbe apprezzato lo stesso. Ringrazio Sergio Cavallari, Massimo Rizzoli e Fabrizio Trinca e quanti mi hanno sostenuto e aiutato a vincere questa ennesima battaglia», le sue prime parole. Tra i tanti fan d'eccezione corsi ad applaudirlo Igor Protti. «Non sono un grande intenditore di pugilato. L'avversario, però, era tosto. Lenny è stato bravo a superare, in maniera ottimale, con la sua consueta grinta e determinazione, da vero combattente, qualche difficoltà iniziale. Non si arrende mai». Dilettanti. Cinque match in tutto, con all'angolo rosso tutti pugili della Spes Fortitude. Ad aprire le danze Daiana Scartabelli una biondina, guardia sinistra, ventenne, di cui sentiremo parlare. Contro la bolognese Elena Giovagnoli ha sciorinato lampi di alta classe ed ha vinto con pieno merito per intervento medico alla quarta ripresa. Successo meritato pure per Michele Cicchitti contro Gavriel Baranovki della Boxe Cecina. Ad alzare meritatamente le braccia al cielo pure Marco Razzauti al termine di un match agonisticamente molto intenso contro Donato Gammino della Boxe Le Torri di Bologna. Match pari, invece, per il bravissimo Jonathan Sannino, classe 1993, contro Mezzi Issam e Dario Galli contro Miler Arthem. Un Jonathan Sannino giustamente un po' risentito: "Nello sport i verdetti vanno accettati anche se, qualche volta, come in questa circostanza, viene voglia di arrabbiarsi". Pubblico d'eccezione. Tra i presenti: Claudio Ritorni, Gino Calderini, Remo Golfarini, Franco Nenci, Pino Ghirlanda, Tancredi Gioia, Luciano Mazzoncini, Pietro Ziino, Giuliano Lonzi, Sergio Palazzoli, Corrado Nastasio, Gianluca Urbani, Luca Tassi, Gigi Tassi (in veste di giudice), Giada e Alessandro e Giada Landi, Floriano Pagliara. Molti anche i premiati. Tra loro: Franco Priami, Domenico Salvemini, Giada Landi, Enrico Galeazzi, Fabrizio Trinca, Alessandro Sannino, Franco Nenci, Aladino Tosi e, in memoria del padre, targa ricordo, al figlio del grande Franco Brondi.
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