Lutto
Nuoto. Agli Europei argento anche negli 800
Gabriele Detti, l'oro sfuma per 13 centesimi
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JUNIOR. Gabriele Detti 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. E venne il giorno del terzo argento, quello che più degli altri è rimasto "indigesto" a Gabriele Detti: il prodotto del florido vivaio del Nuoto Livorno, infatti, è andato ad un passo dall'impresa negli 800 stile libero (8'00"95), archiviando un Euro Junior che comunque rimarrà indelebile. Tredici centesimi di distanza dal turco Ediz Yildirimer (8'00"82), uno dei principali favoriti e al quale Gabriele ha dato la caccia fino all'ultima bracciata. Ma ancor più incredibile è stata la progressione finale offerta dal livornese allenato da Corrado Rosso, un mix di talento, cattiveria agonistica e tecnica che gli hanno permesso di laurearsi per la terza volta in tre giorni vicecampione d'Europa. «Punto a una medaglia e ad abbassare di tre decimi il tempo nei 400 sl». Detti era salito sull'aereo per Belgrado con queste umili intenzioni. Missione compiuta. Con tanto di interessi del 1000%, tradotti in tre prestazioni di livello mondiale che adesso lo proiettano verso i Mondiali di Lima (Perù, 16-21 agosto) con tanta, fiducia. «La terza gioia incredibile - ha commentato Gabriele - anche se devo essere sincero, dopo due argenti sognavo l'oro più di qualunque altra cosa al mondo. Ma purtroppo il turco è stato più svelto a toccare la piastra, giocandomi un brutto scherzo. Beh, che dire di più: torno a Livorno con tre medaglie, un bottino stupendo e ricco di soddisfazione che rappresenta un punto di partenza in vista dei Mondiali». Eliminata dai 100 rana, invece, Francesca Fangio, che ha chiuso le batterie mattutine in 11esima posizione (1'12"05). Un'esclusione dettata dagli ottimi tempi firmati dalle compagne di squadra Elisa Antonelli e Carlotta Toni, entrambe protagoniste anche di una gran semifinale con il quinto e sesto crono. L'impossibilità di proseguire l'avventura individuale, però, ha spalancato a Francesca le porte della staffetta 4x100 mista (Meloni, Fangio, Martiradonna e Trentin), quinta classificata (4'14"38) in una gara vietata ai deboli di cuore: 1'11"62 la frazione (lanciata) della labronica, che ha lottato come una leonessa. (andrea masini)
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