Il Tirreno

Livorno

La pazza idea di Bottai: una rivincita con Di Fiore e senza il titolo in palio

<b>SUL RING.</b> Lenny Bottai, sotto nel match a Prato contro Di Fiore
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SUL RING. Lenny Bottai, sotto nel match a Prato contro Di Fiore

La macchina organizzativa è già in moto il duello sotto le stelle andrà in scena ai Bagni Lido

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 LIVORNO. Nel lontano 2007 la Fortitude inaugurava la sua macchina organizzativa, tra mille sacrifici e le difficoltà di una società nata da pochi mesi che tornava a proporre il pugilato, dopo anni di vuoto, a una città che tradizionalmente partecipe delle battaglie da ring. Ben sei pugili dilettanti in gara non si vedevano a Livorno da anni, ed il successo della prima edizione di "Pugni Amaranto" fu consacrato dai 600 spettatori accorsi al Palamacchia per sostenere i combattenti della Spes, che ottennero ben 4 vittorie ed un pareggio.  Lenny Bottai, al tempo era solo un dilettante che aveva l'ambizione di guardare lontano, come la sua società. A partire dall'anno successivo, la Fortitude stabilì un contatto con Riccardo Ganni, padrone dei Bagni Lido di Livorno, persona gentilissima e amante dello sport che si rese disponibile a realizzare la seconda edizione nel suggestivo piazzale centrale del suo bellissimo stabilimento di Viale Italia.  La serata fu un successo, ben sette incontri dilettanti fecero da contorno al quarto match da professionista di Lenny, una battaglia serrata di sei riprese col romano Marco Paolini, che regalò al numeroso pubblico accorso, spettacolo ed emozioni vibranti.  Il matrimonio tra Fortitude e Bagni Lido, innovazione assolta per il pugilato labronico, divenì da quel momento un appuntamento imprescindibile dell'estate, non solo dei livornesi, ma di molti appassionati toscani, attratti dallo spettacolo sportivo e allietati dall'ambiente.  Si arriva quindi alla quinta edizione (in programma il 24 luglio), di quello che è diventato un appuntamento di rilievo per il pugilato toscano, consacrando l'importanza dello spettacolo, che proviene dalle sfide vere e difficili, mai scontate. Un'idea che è l'essenza dello sport da combattimento, appassiona il pubblico e lo rende partecipe. Non una passerella fasulla di "vincenti all'80%", ma un evento che fa bene al nostro sport.  E allora cosa di meglio da proporre come clou se non la rivincita dell'unico incontro perso da Lenny a Prato proprio lo scorso anno, per il titolo italiano dei Superwelter che ora Di Fiore non possiede più?  Inutile dire che l'idea coraggiosa e assolutamente contro tendenza e logica manageriale, arriva proprio dal diretto interessato, per amore di questo sport, del suo pubblico e della manifestazione. Un vero e proprio schiaffo morale a quanti hanno scambiato il ring e il suo valore reale con quello fittizio dei record immacolati, dei calcoli e di tutti i mezzi burocratici per non mettersi in discussione. Anche perchè al momento, managerialmente parlando, a Lenny tutto potrebbe convenire meno che affrontare l'unico pugile da cui ha perso, senza nessun titolo in palio, essendo anche in una migliore posizione in classifica.  Ma sentiamo il diretto interessato.  Allora Lenny, come mai questa scelta?  «Perchè lo richiedo personalmente come combattente, perchè ritengo di doverlo a chi mi vuole bene, al mio pubblico, a chi mi segue, ed anche al proprietario dei Lido Riccardo Ganni che ha creduto sin dall'inizio in questa manifestazione».  Managerialmente parlando, non ci sono titoli in palio e sei in classifica Boxrec sopra al tuo sfidante, conviene fare una rivincita davanti al tuo pubblico ora?  «Penso che ogni combattente vero debba porre gli interessi manageriali al giusto posto, ma mai devono valicare il sentimento che ti porta sul ring, e quando questo ti richiede di metterti alla prova in una rivincita, devi ascoltare il tuo cuore, anche perchè questo non è uno sport che si fa per interessi economici».  Ma evitando una sfida come questa oggi, potresti, anzi dovresti, essere il prossimo sfidante ufficiale per il titolo italiano.  «Si questo ragionamento è giusto, anche se poi dobbiamo fare i calcoli con i meandri burocratici che permettono di far saltare regole e schemi ma io l'ho detto tante volte, che non inseguo niente o nessuno, amo mettermi alla prova e vivere le belle emozioni del ring. Prato è stata una pagina bruttissima della mia carriera, per vari motivi, che non sto ad elencare perchè non voglio essere lagnoso, non ho vissuto a dovere serenamente quel periodo, e credo di meritare di mettermi alla prova senza quella situazione. Ciò ci tengo a dirlo, ai fini del risultato non significa niente, è solo una risposta che cerco da me e dal mio amico quadrato delimitato da quattro corde».  Quindi, scusa la sfacciataggine, sai anche che potrebbe essere una "riperdita"?  «Certamente, diciamo che vedendo i precedenti parto solo col 30% di pronostico dalla mia parte, ma se anche perdessi di nuovo, e non finirebbe il mondo, avrei quello che ho cercato: una sfida vera! Penso, anzi ne sono sicuro, che ho il rispetto di un pubblico che mi ama perchè sono così. La veracità, la schiettezza e anche un pizzico di goliardia, rispetto ma nessuna remora, sono componenti alla base della livornesità. L'abbraccio e il rispetto della mia gente, comunque vada, sarà il premio più importante».  Che match ti aspetti, ti sei fatto un idea, una tattica?  «Ci stiamo lavorando col mio mentore Massimo Rizzoli e con tutto il resto del team, senza il quale non sarebbe possibile questo sforzo. La tattica al momento dovrebbe essere questa: lo porto a terra e lo finalizzo con una leva appresa proprio da Massi... (ride, ndr). Dai non si dicono mai queste cose, e poi si monta sul ring e si combatte, niente di troppo elaborato... penso non ci staremo troppo a guardare, credo». (M.O.)

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di Redazione web