Il Tirreno

Livorno

«Il progetto di Spinelli è vincente»

Fabrizio Pucci
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FIDUCIA. Walter Novellino è sicuro che il Livorno sarà protagonista nel prossimo campionato di serie B

Novellino sposa la linea del presidente. «So che gli acquisti arriveranno»

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 LIVORNO. Il presidente chiama, l'allenatore risponde. Dopo le esternazioni di Aldo Spinelli, puntuali, arrivano quelle di Walter Novellino. Il profilo basso del patron, che per il futuro intende operare un sostanzioso taglio al budget, non allarma il tecnico. Anzi. L'idea di lavorare su un gruppo giovane e motivato è benzina sul fuoco dell'entusiasmo di 'Monzon' che si gode gli ultimi giorni di vacanza prima del raduno fissato per lunedì 4 luglio. Così dalla sua bocca non escono parole al veleno, ma concetti in piena sintonia con la filosofia di Spinelli.  Novellino, ha saputo delle dichiarazioni del presidente?  «Sì, ho letto il vostro giornale. E ho sorriso...».  Davvero? Pensavamo si fosse preoccupato.  «Ma no... Nel suo lungo discorso Spinelli è partito piano e per finire a duemila all'ora. Significa che pure lui ha entusiasmo, altro che. Dice di aver ripianato i bilanci in rosso di 8 milioni. È un'operazione che può fare solo chi ha un progetto e vuole bene alla società. Ricordatevi che Spinelli è vincente, non un perdente».  Il presidente ha deciso di puntare sui giovani...  «Sì. E va pure bene. In serie B non contano i nomi, ma la qualità e le motivazioni. Mi dia un gruppo giovane, poi sarà compito mio renderlo competitivo con il lavoro quotidiano sul campo. I giocatori con me diventano bravi».  Spinelli ha detto che il mercato decollerà in agosto. Quindi in ritiro non avrà il vero Livorno.  «Ma non sono affatto turbato da questo anche se vorrei allenare subito la squadra al completo. Se mi guardo attorno non mi pare che le altre stiamo piazzando grandi colpi. Il Toro per esempio ha preso un solo giocatore (Ebagua dal Varese ndr) poi più nessuno».  Da quanto ha detto il presidente, lei chiama spesso Signorelli. Preme per qualche acquisto in particolare?  «Io sono l'allenatore. È normale che rompa l'anima al direttore sportivo. Voglio fare bene, ma come me anche Elio, il presidente e tutti i dirigenti del Livorno».  Facciamo il punto della situazione del mercato sulla scorta delle affermazioni del presidente?  «Con piacere»  Il caso Iori pare di difficile soluzione...  «Lo so. Il Chievo non si sta comportando bene con il Livorno. Sta giocando al rialzo e Spinelli, giustamente, non è tipo che si fa prendere per il c... tanto facilmente. A quel punto meglio prendere Carobbio: stesso ruolo di Iori e costa di gran lunga inferiore. Non voglio che la società si sveni per un singolo giocatore, specie adesso che si mira a contenere i costi. Linea che condivido in pieno».  Miglionico vuole restare in Uruguay.  «Non è un problema. Nella mia squadra voglio solo gente motivata e che sposi la causa e che sa pure di dover soffrire in maglia amaranto. Livorno è una piazza difficile per tutti. Guardate ciò che accadde a me appena arrivai. Ricordate lo screzio con i tifosi? Poi si è tutto risolto perché sono un po' livornese quanto a schiettezza e sincerità e il chiarimento è stato veloce. Ecco i giocatori che verranno devono essere consapevoli di misurarsi con un ambiente diverso dagli altri».  Dionisi-Paulinho coppia di attaccanti. Spinelli li ha paragonati a Vialli e Mancini...  «Io ho già in mente la formazione. Per me Paulinho è una prima punta. E Federico la seconda che parte dall'esterno. Il brasiliano è molto forte. Gioca più vicino alla porta. Ha segnato molto nelle due ultime stagioni. Ma deve venire motivato. Altrimente è bene che vada altrove. Se viene con l'atteggiamento giusto è un grande acquisto».  Non le interessa una prima punta?  «In quel ruolo possono giocare Dell'Agnello e Tomas».  Perticone torna dalla Samp. Spinelli, ha di fatto confermato anche De Lucia...  «Sono contento. Per me Alfonso non si muove. In difesa siamo coperti. Regno ha ottime referenze. Il ritorno di Perticone è importante. Poi ci sono Lambrughi, Pieri e gli altri. E così anche in attacco possiamo essere a posto. Mi parlano benissimo di Dell'Agnello. Lo conoscerò meglio in ritiro. Poi c'è ancora la pista Danilevicius. Spero che società e giocatore trovino un accordo sull'ingaggio. E non dimentichiamo Belingheri».  Non ha parlato del centrocampo.  «Lì siamo a corto di giocatori, ma me li prenderanno. Mi piacerebbe riavere Barusso. Magari in prestito secco per non gravare sulle casse. Vedrete che la squadra la facciamo buona e competitiva. Noi partiamo a fari spenti, ma sono convinto che piano piano accenderemo tutte le luci».  Con il presidente c'è piena sintonia anche sui movimenti in uscita?  «Sì. Volpe, Volpato. Galabinov, Cellerino e Prutsch hanno bisogno di giocare. Un'esperienza importante altrove non può che fare bene a questi ragazzi».  

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