Il Tirreno

Livorno

«Sarà il Livorno dei giovani»

Alessandro Bernini
<b>L&#146;ARRIVO. </b>Aldo Spinelli scende dalla sua auto davanti al ristorante La Barcarola
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L’ARRIVO. Aldo Spinelli scende dalla sua auto davanti al ristorante La Barcarola

E Spinelli lancia la coppia Paulinho-Dionisi: «I nostri Mancini-Vialli»

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 LIVORNO. Una full immersion come non accadeva da tempo. Aldo Spinelli arriva in sede di buona mattina, il primo appuntamento è con i suoi dirigenti Signorelli e Gardini. Il giorno prima aveva spiegato loro mansioni e obiettivi, adesso aspetta l'ok per rinnovare i rispettivi contratti. Un ok che arriva puntuale, con tanto di stretta di mano.  Poi si parla di mercato, di operazioni, di idee, ma Spinelli snocciola anche le cifre di un bilancio (dell'ultima stagione) in profondo rosso. Poi via alla Barcarola per il pranzo, e davanti a un buon pesce il presidente si apre come non accadeva da tempo.  Presidente, cosa dobbiamo attenderci da questa estate?  «La costruzione di una squadra giovane. Cercando di vendere quei giocatori che ci vengono richiesti».  Un fulmine a ciel sereno. Detto così, profuma molto di smobilitazione.  «Non è smobilitazione, bisogna solo rendersi conto della realtà».  Ovvero?  «Fare calcio a Livorno è diventato quasi impossibile. Lo dicono le presenze allo stadio, lo dicono i bilanci. Vuole le cifre?  Volentieri.  «Noi nell'ultimo campionato abbiamo incassato in totale 796mila euro tra abbonamenti e incassi, ovvero la metà di quanto mi costava il solo Tavano. Da questi 796mila euro dovete toglierci 300mila euro di costi tra steward, pagamenti al Comune e norme di sicurezza. Per me l'ultimo campionato di serie B è stato un bagno di sangue».  È anche vero che negli ultimi campionati non aveva rimesso.  «Ma sa di quanto sono andato in rosso nell'ultima stagione? 8 milioni e 50mila euro. Tutti soldi che ho dovuto tirar fuori dalle mie tasche, per riportare in pari il bilancio. Finchè si tratta di tirar fuori 3-4 milioni di euro, lo faccio senza troppi problemi perché il calcio è la mia vita e ci tengo al Livorno, ma non posso più rimettere 8 milioni».  E quindi?  «Quindi si cambia registro. Facciamo una squadra che punta sui giovani, sullo stile dell'Empoli, del Chievo. Io sono solo a portare avanti il Livorno, nessuno mi dà una mano. E sia chiaro che io qui non ho mai guadagnato».  Guardi presidente, che al tifoso livornese mica dispiace se lei dovesse guadagnare anche 10 milioni di euro. L'importante è vedere un Livorno competitivo.  «Guardiamo la realtà dei fatti: allo stadio facciamo 4mila spettatori quando va bene, il mercato lo devo fare per me e per i giornalisti?»  No, per chi vuole bene al Livorno.  «Finchè ci sarò io, il Livorno viaggerà sempre a testa alta. Fare la serie B non è certo un disonore».  Sta chiedendo aiuto al sindaco?  «No. Tra l'altro ho visto che il sindaco non viene neanche più allo stadio».  Però qualcosa per far ritornare i tifosi allo stadio va fatto. Lei ha detto di aver incassato 796mila euro tra biglietti a abbonamenti: visto che la cifra è così bassa, non sarebbe meglio fare degli abbonamenti a prezzi davvero simbolici, da 50 euro per esempio?  «Può essere un'idea. Ne parlerò col dg Gardini, tanto ormai gli incassi sono talmente bassi...».  È solo un'impressione o il suo progetto triennale si sta sgretolando.  «No, bisogna soltanto essere più accorti sul mercato. Mi hanno ucciso certi ingaggi fuori dal mondo che sono stati fatti ad alcuni giocatori».  Punta l'indice sui suoi dirigenti?  «Ma no, roba del passato. Come gli 800mila euro netti a Tavano per 4 anni, o il prolungamento del contratto ad alcuni giocatori che adesso non riusciamo a vendere».  Novellino però chiede 3-4 rinforzi di qualità.  «Novellino deve stare calmo. È inutile che chiami Signorelli una volta al giorno, decido io come si fa il mercato».  E se Novellino non ci sta?  «Ci sta Novellino, ci sta. Ha letto cosa ha detto Galliani un paio di giorni fa? Che il mercato si fa gli ultimi 10 giorni di agosto».  Sotto questo profilo Galliani è un dilettante, lei lo fa già da diversi anni...  «Io non mi faccio prendere per la gola da nessuno. Novellino stia calmo e vedrà che alla fine porteremo a casa i giocatori che vuole lui».  A partire dalla prima punta?  «Guardi, secondo me non c'è bisogno di una prima punta. In serie B nessuno ha una coppia forte come la nostra: Dionisi-Paulinho».  Paulinho? Ma non era sul mercato?  «Era. Ma mi sto convincendo che è meglio tenerlo. Ha fatto un campionato super, ora gioca più vicino alla porta, si integra alla perfezione con Dionisi. Le faccio una confidenza: mi hanno richiesto sia Paulinho che Dionisi, in totale potrei incassare 8 milioni. Ma voglio resistere. Perché restando, possono regalarci un grande campionato e valorizzarsi ancora di più. Paulinho-Dionisi sono i nostri Mancini-Vialli».  E allora chi vuole vendere?  «Ci sono giocatori come Miglionico, Knezevic e Cellerino che hanno stipendi molto alti e diverse richieste. Se partono, risparmiamo tanto sul monte ingaggi e possiamo investire».  Ma poi si trovano due difensori del valore di Miglionico e Knezevic?  «In giro ci sono tanti di quei giocatori... E comunque penso che Miglionico e Cellerino li cederemo, mentre Knezevic ha giù rifiutato la Sampdoria e potrebbe fare altrettanto col Novara».  E Perticone?  «La Sampdoria ci ha ripensato, non lo riscatta più. Se resta, è un gran giocatore».  E invece De Lucia?  «Abbiamo avuto un paio di richieste, anche lui ha un ingaggio alto. Comunque in serie B è un buon portiere».  Novellino rivuole Iori.  «Ora il Chievo chiede troppo. Forse più avanti».  Ma c'è il Torino che preme...  «Macchè. Quelli offrono anche meno di noi...»  Tornando all'attacco?  «Per me siamo a posto. Se tengo Dionisi e Paulinho, il reparto sarà completato da Dell'Agnello e Danilevicius».  Ha offerto il rinnovo a Tomas?  «Con lui non ci saranno problemi».  E Galabinov e Volpato?  «Dobbiamo mandarli a giocare. Anche gratis. Se va bene, ci togliamo magari una parte dello stipendio».  Novellino ha chiesto anche il ritorno di Surraco.  «La vedo molto dura. Knezevic ha avuto lo stesso infortunio di Surraco, e sono serviti quasi due anni prima di tornare a pieno regime. Non so se possiamo correre il rischio».  Ricapitolando. Per gli acquisti dobbiamo aspettare fine agosto?  «Qualcosa faremo anche prima. Ad esempio speriamo nelle prossime ore di chiudere per Jirasek, un giovane dell'Inter, molto bravo. E poi vediamo se riusciamo a riprendere D'Alessandro dalla Roma».  Scusi se insistiamo. È convinto che il suo progetto e quello di Novellino possano coincidere?  «Ma sì, Novellino deve solo aver fiducia in me. Io credo tantissimo in lui, è una delle due ragioni per cui a fine stagione mi sono mangiato le mani.  Cioè? Quali sono i due rimpianti?  «Uno è non aver preso prima Novellino. L'ho visto al campo, è motivato, ha voglia di allenare, se fosse arrivato con qualche settimana di anticipo saremmo andati ai playoff e forse in serie A».  E l'altro?  «A gennaio avevo chiesto Lodi al Frosinone, mi spararono come richiesta 1 milione e mezzo. Poi, all'ultimo secondo del mercato, l'hanno venduto per 600mila euro al Catania. Io l'avrei preso anche a 700-800. Era l'uomo giusto».  Presidente, ma scommessopoli?  «Mah, secondo me finisce a tarallucci e vino...».  Sa qual è la sensazione che ci regala dopo questa intervista?  «Me lo dica, sono molto curioso».  Che abbia iniziato depresso dopo aver visto in sede i conti, poi si sia scaldato strada facendo. Lei i campionati solo con i giovani per arrivare dodicesimo non li vuole fare...  «Ahahaha. Ormai mi conoscete più di mia moglie. Io capisco i tifosi che criticano, però con me il Livorno è sempre stato o in serie A oppure ai primi posti della serie B. La passione e la gioia di venire allo stadio dobbiamo ricrearla tutti insieme, venendo a tifare per questa maglia, al di là di Spinelli».  

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di Redazione web