Il Tirreno

Livorno

Il commercialista Giusti e Faraoni al lavoro per rilanciare la palla a spicchi

Basket, qualcosa si muove

<b>AL LAVORO. </b>Fabrizio Giusti commer- cialista ed ex giocatore di basket
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AL LAVORO. Fabrizio Giusti commer- cialista ed ex giocatore di basket

Se la A3 andasse male il sindaco chiederà una B dilettanti

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 LIVORNO. In silenzio, ma qualcosa si muove per far ripartire il basket e soprattutto per riaccendere i riflettori del PalaLivorno, ormai "off limits" da due anni. Nell'operazione c'è la volontà del sindaco, il quale ha armato la mano del commercialista Fabrizio Giusti, uno dei tre membri del Comitato di Salvezza di Basket Livorno insieme ad Alberto Uccelli e Roberto Russo. Giusti si è incontrato più volte con Massimo Faraoni, general manager della Virtus Bologna (dove ha un contratto fino al 2012), ma da livornese purosangue interessato a qualunque progetto per rilanciare la palla a spicchi in campionati di livello nazionale. Com'è noto la nostra città ha fatto domanda per avere una wild card nel Campionato di Sviluppo che sostituirà la A dilettanti, attraverso il Don Bosco, unica società livornese già costituita in srl. La graduatoria stilata dalla Fip ha messo Livorno al settimo posto, concedendo i quattro pass a Trento, Firenze, Bari e Napoli. Trento e Firenze non sembrano aver problemi a superare il vaglio tecnico dell'8 luglio (fidejussione bancaria da 70mila euro, impianto da 2500 posti, costituzione in società di capitali), ma sulle garanzie giuridiche di Napoli e soprattutto del Cus Bari qualche dubbio esiste. Il Cus infatti è un'associazione non riconosciuta e non può per statuto trasformarsi in srl. Nel capoluogo pugliese, sponsorizzato dal consigliere federale Angelo Barnaba, si sta cercando un escamotage per operare una scissione di ramo d'azienda, costitutendo una società di capitali appositamente per il basket con una nuova denominazione. Cosa che farebbe a pugni con la trasparenza voluta da Dino Meneghin, presidente Fip, visto che la wild card per la A3 non andrebbe al Cus Bari (che l'ha richiesta), ma a un altro club.  Se Bari non supererà l'esame la prima ripescata sarebbe Pavia, poi Rieti e infine Livorno. Ma Pavia e Rieti potrebbero essere in difficoltà, liberando quindi il posto al Don Bosco. Nel caso che l'operazione A3 andasse male si chiederà di trovare a Livorno una collocazione almeno in serie B dilettanti, dove servono tre giocatori under 23 e il budget annuo di spesa è sui 250-300mila euro. E' a questo progetto B che Fabrizio Giusti e Faraoni stanno lavorando, senza per questo trascurare l'idea wild card per il piano di sopra. Ma la regia del sindaco Cosimi sarà fondamentale anche nel pungolare gli imprenditori livornesi, cercando di fargli ritrovare l'udito e staccare qualche assegno per uno sport che a Livorno non può morire nell'indifferenza. E, naturalmente, il progetto chiamerà a raccolta anche le sei società cittadine di pallacanestro. Sperando che si riesca finalmente a usare il "noi" al posto dell'io. (re.mar.)

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di Redazione web