Sicurezza
Giorgio Maggio, il welter elegante
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SUL RING. Maggio in una immagine storica e in una foto recente La carriera di un pezzo di storia della nostra boxe
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LIVORNO. Nell'album dei ricordi di coloro che hanno contribuito a dare spessore al panorama del ring labronico un posto spetta a che a lui, a Giorgio Maggio, welter elegante cresciuto sotto la guida dell'indimenticato Piero Scardino che ne individuò subito le qualità. «Qualità evidenti - spiega Romano Mazzoni, l'organizzatore che cura annualmente i raduni dei pugili livornesi affinché non si disperda il patrimonio dei ricordi e soprattutto l'amicizia che unisce i nuovi ai vecchi boxeur -. Giorgio - continua - aveva movenze stilistiche notevoli che rendevano la sua boxe piacevole ed anche efficace. Perché spesso chi è elegante non si ritiene in possesso del pugno risolutore che invece lui aveva eccome». Maggio, 57 anni, la boxe l'aveva nel sangue e lo scoprì sin da ragazzino. Nel 1967 le prime soddisfazioni nei novizi. La conferma della sua bravura arrivò nel 1973 quando si laureò campione italiano della Marina; una vittoria che non passò inosservata perché gli intenditori del ring iniziarono a seguirlo tanto che nel 1977 Giorgio Maggio varcò il Rubicone: passò al professionismo con la Pugilistica Fam-Boschi. Quattro anni di carriera specchiata e non priva di soddisfazioni anche se iniziò a pensare al domani. La famiglia, i figli, c'era bisogno di un lavoro sicuro. E così chiuse col professionismo, ma continuò a salire sul ring entrando a far parte della «Boxe Mazzoni», quella fondata dal suo amico Romano. Un esempio da seguire, Giorgio, per tanti ragazzi che si affacciavano alle prime esperienze che da quel pugile potevano imparare l'arte, l'eleganza e lo stile. Commenta Mazzoni: «Principi che dobbiamo continuare a dare ai nostri giovani che altrimenti non comprendono l'essenza di questo sport che dobbiamo comunque rilanciare nella nostra città».
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