Gioco
Cambiati 10 allenatori in 6 anni: 8 sono senza squadra
Livorno... e poi ciao panchina Da Arrigoni a Pillon: tutti a piedi
Daniele Marzi
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2010. Bepi Pillon 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Negli ultimi sei campionati il Livorno ha cambiato due allenatori a stagione. Sia negli anni positivi, (2005/'06, 2006/'07 e 2008/'09) che in quelli delle retrocessioni, ed anche l'anno scorso, con l'avvicendamento tra Pillon e Novellino. Dieci i tecnici in questione, che elenchiamo in ordine temporale: Donadoni, Mazzone, Arrigoni, Orsi, Camolese, Acori, Ruotolo, Cosmi, Pillon e Novellino (al quale auguriamo di restare in amaranto più a lungo possibile). Non includiamo nella lista Vittorio Russo, il suo era un ruolo più che altro di immagine. Ebbene, come avrete già intuito, a parte Roberto Donadoni, nessuno di questi tecnici attualmente siede su una panchina, di nessuna categoria. Questo dimostra che, soprattutto negli ultimi anni, il ruolo dell'allenatore a Livorno non è certo uno dei più semplici. E non solo perché c'è da convivere con un presidente umorale come Aldo Spinelli. Con il passare degli anni la piazza si è fatta sempre più esigente e, come sempre, il primo a pagare i malumori di piazza e dirigenza finisce con l'essere il mister. Il discorso però non è uguale per tutti questi tecnici: Carletto Mazzone ad esempio, dopo aver raggiunto proprio con il Livorno le 700 panchine in carriera ha deciso di ritirarsi a vita privata, pur non facendo mancare dalla sua casa ascolana, commenti sui più svariati aspetti del mondo pallonaro. Giancarlo Camolese invece, dopo la parentesi a Livorno, ha collezionato un'altra retrocessione (l'anno successivo) sulla panchina ancor più sconttante del Toro. Gli altri, chi più chi meno, anche l'anno appena archiviato hanno avuto la possibilità di lavorare, senza però in nessun caso portare a termine la stagione. Nando Orsi - che adesso fa da opinionista nelle trasmissioni di calciomercato di Sportitalia - ha avuto una travagliata parentesi sulla panchina della Ternana (con Deodati per un periodo alla presidenza). Subentrato a Gobbo a novembre, il tecnico romano è stato prima esonerato e poi reintegrato su pressione dei giocatori che però non hanno potuto nulla dopo le prime sei giornate del girone di ritorno, quando la squadra rossoverde racimolò la miseria di tre punti. Per la cronaca, la Ternana, passata nelle mani di Bruno Giordano (specialista in retrocessioni) è appena caduta in C2 dopo il playout col Foligno. Destino analogo per Leo Acori che dopo l'esperienza livornese non fa che collezionare esoneri: prima a Benevento, dove con una squadra ambiziosa, viene prima esonerato e poi richiamato, ma nei playoff fallisce la promozione a favore del Varese e non viene riconfermato. Nell'ottobre scorso a Cremona rileva l'esonerato Marco Baroni ed allena, per un breve periodo, il portiere più famoso degli ultimi giorni: Marco Paoloni. Tra l'altro, c'è lui in panchina durante la "famigerata" Cremonese-Paganese in cui i giocatori e lo staff vengono "narcotizzati" nell'intervallo. E lo stesso Acori, che è stato nuovamente esonerato ad aprile, ha recentemente dichiarato di non essersi sentito bene dopo il match dei grigiorossi con la Paganese... Gennaro Ruotolo invece era ripartito dal Savona in Seconda Divisione, ma la sua avventura è durata poco più di tre mesi ed attualmente è fermo. Così come Serse Cosmi, chiamato al posto di Delio Rossi a fine febbraio ed esonerato il tre aprile dopo lo 0-4 nel derby col Catania. Restano Pillon e Arrigoni: nel grande valzer delle panchine di questi giorni, il loro nome non è mai stato accostato a nessuna squadra. Resteranno alla finestra, in attesa che qualche collega cada e qualche presidente si ricordi di loro.
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