Gioco
Ragazzi di Calamai, rivincita e festa
Renzo Marmugi
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FLASH. La foto ricordo delle due squadre, un ragazzo al tiro e lo staff del corso con lospite Matteo Lanza Canestri senza barriere: emozioni a ruota libera e un giorno da ricordare
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LIVORNO. Ci sono amori che non si ricordano, baci che non si dimenticano, emozioni che non si cancellano. Come quella vissuta ieri pomeriggio dai ragazzi speciali di Marco Calamai, impegnati nella rivincita contro la Juve Pontedera, che al loro battesimo ufficiale li aveva battuti 28-20. Un derby per festeggiare la chiusura del corso di basket integrato che a ottobre 2010 l'ex coach di serie A aveva inaugurato anche a Livorno, ventunesima città in Italia a seguire il suo metodo. Un percorso cominciato quasi per caso quindici anni fa, con tanta curiosità e voglia di sperimentare un dialogo attraverso la palla e il canestro. Il basket, appunto. «L'unico sport che tende al cielo, una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre per terra», dice l'ex allenatore professionista che dal 1995 ha scelto di cambiare vita e giocatori, impegnandosi come tecnico nell'handicap psichico nelle sue varie forme attraverso la proposta del gioco della pallacanestro come prima forma di scambio e di rapporto interpersonale. Un metodo che si basa su tre principi essenziali: puntare sul piacere e il divertimento del gioco («è con l'emozione che comincia la conoscenza»); partire dalle qualità di ognuno senza fermarsi ai limiti, dal momento che ogni ragazzo - anche il più problematico - sa fare qualcosa; il passaggio della palla come inizio di comunicazione. A distanza di un anno si può dire che anche a Livorno l'iniziativa lanciata dal Comune per almeno tre anni è stata un grande successo. Apprezzata dai ragazzi, dalle loro famiglie, da chi ha un minimo di voglia di andare oltre il confine e le esasperazioni tipiche dello sport agonistico per puntare invece sull'integrazione. Una ricetta vincente, un percorso inevitabile in questa società ormai sempre più multirazziale e aperta alla diversità. Il derby dei ragazzi di Calamai - integrati da Matteo Lanza, suo figlio Rocco, Filippo Tempestini e altri volontari - contro la selezione targata Juve Pontedera ha visto Livorno imporsi per 26-17. In precedenza si era disputata una partita un po' meno attenta alle regole della pallacanestro, e anche nell'aperitivo la vittoria aveva premiato la Calamai band (28-26, con canestro finale di Emanuele). Alla fine applausi e medaglie per tutti consegnate dai vertici del circolo tennis Libertas, con un elogio pubblico del coach per David: «Perché ha corso, ha marcato il giocatore che gli avevo assegnato e anche senza segnare è stato quello che meglio di tutti ha interpretato il concetto di gioco di squadra». Il giorno della festa e dei canestri senza barriere si è concluso con una cena, sempre nei locali di via dei Condotti Vecchi. Sessanta persone con la gioia negli occhi, il cuore aperto alla speranza e tante medaglie lucenti da guardare ogni sera prima di andare a dormire. Un altro mondo è possibile, basta volerlo.
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