Il Tirreno

Livorno

Beatrice, tra bilanceri e...matematica

Mario Orsini
<b>BRAVA. </b> La Grassi con Cannav&ograve; e Gioia
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BRAVA. La Grassi con Cannavò e Gioia

La Grassi alza 106 chili e vince 1000 euro. «Per le ripetizioni»

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 LIVORNO. Una borsa di studio per Beatrice, 1000 euro sonanti. Davvero un bel regalo di fine anno scolastico, per una ragazzina che deve ancora compiere 16 anni. Vinta, però, in maniera un po' anomala. Non grazie a qualche performance scolastica ma dopo una superba prestazione ai campionati italiani juniores di sollevamento pesi, in programma a Parma qualche giorno fa. Una gara cui lei avrebbe anche potuto non partecipare. Il suo, quest'anno, Beatrice Grassi l'aveva già fatto, ed anche in maniera brillante, andando a vincere, nella categoria under 17 (la sua) una bella medaglia di bronzo ai campionati italiani di Caltanissetta. Medaglia che aveva fatto il tris con le due d'oro conquistate nel 2008, nella categoria giovanissimi a Verona, e nel 2009, tra le esordienti, a Gallarate. Ma si sa come vanno le cose nella vita. L'appetito vien mangiando, soprattutto quando si ha un talento straordinario come Beatrice e i miglioramenti si vedono a vista d'occhio, da un giorno all'altro. «E' un'allieva stupenda. Si applica con diligenza e scrupolo, cercando sempre di migliorarsi. Apparentemente non sente sacrifici. Anzi sembra divertirsi», le parole del suo maestro, alla palestra Lamarmora, Pietro Cannavò. E lei cosa dice? «E' stata una bellissima esperienza. Abbiamo gareggiato in una palestra scolastica di Parma. Io, nella categoria al limite dei 63 chilogrammi, ero la più giovane tra le concorrenti. Le altre avevano tutte, nessuna esclusa, da uno a quattro anni più di me. E in questo sport anche qualche mese in più è importante, specialmente quando si è ancora giovani». Beatrice, a dispetto di un fisico normale che più normale non si può (al peso ha fatto registrare 61,28 Kg), ed è alta quasi un metro e settanta, ha la dinamite nei muscoli. Nello strappo, cioè scaraventando il bilanciere, con un movimento continuo da terra sopra la testa, ha alzato la bellezza di 50 Kg e nello slancio, cioè concedendosi una breve sosta con il bilanciere sul petto addirittura 60 Kg. Prestazioni da far invidia anche a qualche vecchio scaricatore di porto. A determinare l'assegnazione della borsa di studio sono stati proprio l'entità dei pesi sollevati. «Il limite minimo per conquistarla era 106 Kg. Io fortunatamente sono andata oltre di 4 chili. Cosa faccio con tutti questi soldi? Tante cose. Una parte mi servirà per pagarmi qualche ripetizione di matematica. Quest'anno ho frequentato la classe seconda dell'indirizzo Biologico al liceo Enriques. In tutte le materie me la sono cavata benissimo. Però in Matematica mi sono fermata intorno al cinque. Quindi meglio correre ai ripari, anche se agli scrutini ci sarà un mezzo miracolo. La Matematica è troppo importante e le basi, in ogni caso, vanno fortificate per affrontare con maggiore serenità il prossimo anno scolastico». Parole sagge, pronunciate davanti babbo Luca («il mio primo tifoso che mi segue sempre») da una giovanissima campionessa abituata ad avere i piedi sul podio ma pure la testa saldamente sulle spalle. Di questi tempi non è poco.

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