Il Tirreno

Livorno

Dopo avere vinto tutto, la campionessa ha deciso di coltivare un baby talento

La gigante e la bambina

Mario Orsini
<b>AL LAVORO. </b>Diletta Peralta, 11 anni, e la sua maestra: la campionessa del mondo Tanja Romano, 28 anni
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AL LAVORO. Diletta Peralta, 11 anni, e la sua maestra: la campionessa del mondo Tanja Romano, 28 anni

Tanja Romano, da stella a maestra della piccola Diletta

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 LIVORNO. Inutile girarci intorno. La regina del pattinaggio artistico a rotelle nostrano, o meglio planetario, è sempre lei. E la pista il suo regno. C'era da aspettarselo anche quando, tre o quattro mesi fa, ha chiuso in bacheca le sue quindici medaglie mondiali e la miriade di trofei conquistati sulle piste di tutto il mondo, ed ha imposto uno stop all'attività agonistica. Una cosa è smettere di gareggiare, un'altra è relegare nell'oblio lo sport che hai amato per una vita. A 28 anni, 23 dei quali passati ad allenarti e a fare competizioni, è giusto porti altri traguardi. Anche se ti chiami Tanja Romano. Anche se sei la più brava pattinatrice al mondo. Così Tanja, appena le hanno chiesto di allenare un'adolescente, figlia due maestri di pattinaggio, non ha saputo dire di no. Perché questo sport, non poteva essere altrimenti, le è rimasto nel cuore. Basta vedere l'amore, la dolcezza, l'attenzione la scrupolosità con cui allena la piccola Diletta Peralta, sulla pista della Sovrana. I consigli sussurrati a bassa voce, gli aggiustamenti fatti, con maestria, alla posizione delle ruote dei pattini a rotelle. L'attenzione a ogni piccolo e anche insignificante - per i comuni mortali - particolare. Diletta ha 11 anni, una ragazzina umile e intelligente, consapevole che la fortuna le ha dato una grande opportunità. Quella di avere come maestra il meglio che poteva capitarle. Il mito dei suoi sogni sportivi adolescenziali. Pronta a dedicare a lei, e solo a lei, tre ore al giorno del suo tempo, sei giorni alla settimana. «Il mio sogno è vincere anche solamente una frazione infinitesima di quanto ha vinto Tanja. Di diventare una brava atleta e un giorno poter allenare anch'io». Per Tanja, invece questa nuova avventura è un modo diverso per rimanere in questo sport. Per muovere i primi passi dall'altra parte della barricata. Dove puoi insegnare, ad altre, i segreti di questo sport armonioso, educativo ed affascinate come pochi altri. «Quando i genitori di Diletta mi hanno chiesto di allenarla non ci ho pensato due volte. Diletta la conoscevo già perché per lei avevo preparato qualche coreografia anche negli anni precedenti. Sapevo che era una bambina molto diligente, paziente, tenace e con tanta voglia di lavorare e migliorarsi. I requisiti giusti per chi vuole andare lontano. E conoscevo bene anche Debora e Leandro, due bravissimi maestri di pattinaggio che però, come tutte le mamme e i babbi del mondo, hanno difficoltà a insegnare ai loro figli. Per me questa è una scommessa. Non so dove posso arrivare e quali sono i miei limiti. Al tempo stesso mi affascina l'idea di poter trasmette qualcosa agli altri. Di poter rimanere in questo ambiente con ruoli e aspettative diverse». Le prime soddisfazioni per entrambe stanno arrivando a piene mani. Ai campionati regionali Uisp di Pistoia, Diletta ha vinto la medaglia d'oro nel libero e negli obbligatori e la settimana dopo, a Castiglione della Pescaia, con l'egida della Fihp, si è messa al collo altre due medaglie pregiate: quella della combinata e, di nuovo, nel libero, con un'ottima prestazione, premiata dalla giuria con una maggiorazione del punteggio.  A fare la differenza grazia ed eleganza dei movimenti. Inoltre si è guadagnata, a pieni voti, il diritto, riservato alle prime tre atlete di ogni regione, di partecipare ai prossimi campionati italiani. Insomma un trionfo bello e buono. A frenare i possibili eccessi di entusiasmo è proprio Tanja. «Indubbiamente sono risultati positivi. Però Diletta è ancora molto piccola. Non è il caso di fare voli di fantasia e progetti a lungo e neppure a breve periodo. Occorre continuare a lavorare con umiltà, in pista, migliorare tecnica e concentrazione».  

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