Italia
In campo con la PL nel cuore
re.mar.
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A BOLOGNA. A destra il gruppo al completo con ex giocatori e tifosi, a sinistra si vedono Scotto e Buffetti con dietro Stefano Tosi I miti del passato ritrovano i tifosi: una 24 ore non stop di beneficenza
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LIVORNO. "Pielle nel cuore", un derby veramente speciale. Quello andato in scena domenica a Monte San Pietro, alle porte di Bologna, è stato un happening che ha segnato tutti. Per la cornice di festa, il messaggio che un'altra vita è possibile, che l'integrazione fra abili e disabili non ha bisogno di cose roboanti ma può essere tranquillamente un fatto quotidiano. Basta mettere al centro di tutto le persone, con sport e divertimento a fare da collante. "Happy Hand" è stato questo, tre giorni di giochi senza barriere, con la 24 ore di basket in cui il momento top (domenica dalle 12 alle 13) è stato il derby fra gli ex giocatori e i tifosi PL. Una rimpatriata fortemente voluta da Matteo Lanza e Nino Pellacani, soci sostenitori della onlus "Willy the King Group", e accolta con entusiasmo da tutti. C'erano Gelsomini, Silvestrin, Aldi, Della Valle, Diana, Visigalli, Tosi, qualche figlio (Rocco Lanza, Davide Visigalli, Nicola Pellacani, che schiaccia coi gomiti come il padre e gioca in serie C), oltre a Mauro Di Vincenzo e "Pappiana" Raffaelli. Claudio Bonaccorsi aveva annunciato la sua presenza, ma ha trovato un ingorgo in autostrada (il "Bomba" vive a Rimini), arrivando solo a partita conclusa. E, fra i tifosi, Gino Schirripa (Gino Gino), Scotto, Rossini, Maltinti, Aiello, Bandaccheri, Buffetti, Franconi, Corsini. Con una maglia in più da regalare al coach Paolo Cianfrini, in ripresa dopo un intervento chirurgico. Divertimento allo stato puro più che partita di basket. Vinta, per inciso, di un ventello dai tifosi, rinforzati dall'evergreen Stefano Tosi. Con il coro spontaneo partito all'ingresso di Giovannino Diana ("un capitano, c'è solo un capitano") e Mattia Silvestrin, il figlio di Luca, che in macchina sulla strada del ritorno diceva: «Papà, ora ho capito cosa vuol dire essere piellino». Una bella manifestazione, che sabato sera aveva visto scendere in campo "star" come Leon Douglas, Sasha Djordjevic, Morandotti, Pagliuca, Bazzani, la squadra "Over limits" di Marco Calamai, ma dove la sfida targata PL è riuscita a trasmettere entusiasmo, battute, sorrisi in quantità industriale. «Ricevendo in cambio - dice Gino Gino - la voglia contagiosa di vivere di gente che danza in carrozzina, dei non vedenti che giocano a ping pong, di chi fa sitting volley. Insomma, abbiamo passato una giornata meravigliosa. Serviti anche a tavola da Lanza e Pellacani, due degli amici che aiutano Willy (il ragazzo a cui è intitolata la onlus, ndr) e diffondono la sua grande voglia di vivere. L'anno prossimo sicuramente la ripeteremo. Ancora più bella».
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