Il Tirreno

Livorno

Salvemini è un martello Margiotta senza chances Ciabattari, un trionfo

Mario Orsini
<b>VITTORIE. </b> A sinistra Salvemini dopo il verdetto Accanto l&#146;esultanza di Michele Ciabattari
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VITTORIE. A sinistra Salvemini dopo il verdetto Accanto l’esultanza di Michele Ciabattari

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 LIVORNO. Un piccolo tsunami. Inarrestabile e devastante. Domenico Salvemini, nella notte dei pugni ai Bagni Tirreno, spazza via Giuseppe Margiotta e mette il sigillo sulla terza vittoria, su altrettanti match tra i professionisti in meno di quattro mesi. L'epilogo è arrivato a tredici secondi dalla fine della quinta ripresa. Il medico impone lo stop anticipato (per ko tecnico) per un vistoso taglio al sopracciglio destro del siciliano. Per il bravo Margiotta, ferita a parte, è quasi una liberazione. Salvemini fino a quel momento aveva dominato in lungo e largo, mantenendo quasi costantemente in mano il pallino dell'incontro. Combinazioni a due mani e poderosi ganci sinistri al costato e al volto, forse caricati anche un pò troppo, avevano fatto la differenza. Solo nella terza ripresa Margiotta aveva tirato fuori la testa un pò fuori dal guscio. Troppo poco per arginare la furia agonistica di super Mimmo, tesserato per la scuderia De Clemente.  «Margiotta è un bel pugile ed ha il pugno pesante. Ho ancora la clavicola destra dolorante per una mazzata ricevuta alla seconda ripresa. Il match? Come me lo aspettavo. Duro e spettacolare. Ringrazio Samuele e Massimiliano della pasticceria Bon Ton di Salviano che mi danno la possibilità di allenarmi con continuità. Il 25 combatterò nuovamente a Roma», ci dice a caldo.  Dilettanti. Straripante il «Puma» di Stagno Michele Ciabattari. Per il forte albanese Fran Paluca, classe 1985 e da 14 anni in Italia, è stata una serataccia. Michelino, sospinto da un tifo incessante, babbo e mamma compresi, ha sfoderato una prestazione sopra le righe con colpi potenti e precisi che hanno lasciato il segno sul volto dell'avversario. La vittoria è arrivata ufficialmente per intervento medico, per ferita all'occhio sinistro, a 22 secondi dalla fine della terza e ultima ripresa, quando il Puma aveva già azzannato senza vie di scampo la preda e sui pantaloncini aveva i segni (macchie di sangue) della battaglia. «Meglio del previsto. Rientravo dopo una sosta di un anno contro un signor avversario, reduce da una striscia importante di successi», dice soddisfatto.  Onore e gloria anche per il peso massimo, classe 1978, Antonio Blondi. Ad arrendersi di fronte al bravo allievo dell'Apl del super maestro Ivo Fancelli, è stato Diego Tomassini di Foligno, classe 1988, in forza alla Folgore, allievo dei maestri Franco Nenci e Donato Salvemini all'Accademia dello Sport. Vittoria, al termine di un incontro agonisticamente intenso e altamente spettacolare, di Lorenzo Mentessi, classe 1991, dell'Accademia dello Sport su Marco Lupi, classe 1992 dell'Apl. A far pendere la bilancia dalla parte di Mentessi, una bella accelerazione finale.  «Il successo di Lorenzo è, tutto sommato, giusto, ma poteva starci anche un pari», è il commento di Luca Tassi.  Esordio vincente tra le sedici corde per il quasi ingegnere Riccardo Tulli, 23 anni dell'Apl. A cedere, al termine di uno degli incontri tecnicamente e tatticamente più belli della serata, il mai domo Mirco Parisi, classe 1990, dell'Accademia dello Sport.  «Riccardo ha gestito l'incontro come un veterano del ring», le parole di Gigi Tassi. Successo limpido di Marino De Sanctis (Pugilistica Pisana) su Alessio Poggetti (Boxe Cecina) e di un super Davide Tassi (Pugilistica Massese) sul grintoso, determinato e mai domo, Francesco Passeri dell'Accademia dello Sport. Infine, nitido successo dell'astro nascente del pugilato labronico, Filippo Gressani, classe 1997 dell'Acc. dello Sport, su fiorentino Dimitri Barcali. «Filippo ha tutto per diventare un bravo boxeur», afferma Franco Nenci.  Per Filippo anche il premio come più giovane pugile della serata. Premio super meritato anche per deus ex machine Donato Salvemini. Sulla bella manifestazione c'è il suo marchio di fabbrica. «La mia è una missione, al servizio di questo sport», il suo commento. E una missione è pure quella del presidente provinciale e vice presidente regionale Tancredi Gioia, attivissimo a mettere i tasselli federali al posto giusto. Complimenti pure al responsabile della manifestazione Franco Priami e a Damiano Bani che prima ha spalancato le porte dell'Accademia dello Sport al pugilato e poi lo ha sempre sostenuto in maniera tangibile, come in questo caso, anche lontano da via Garibaldi. Meritati applausi pure per la bella Giulia Decarlo quando, tra una ripresa e l'altra, saliva sul ring con il cartellone in mano. L'unico neo? Giove Pluvio che inizialmente ha fatto le bizze, ma nonostante questo ad applaudire i boxeur c'erano quasi 500 persone.

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di Redazione web