Il Tirreno

Livorno

Baldini concede il bis Un altro trionfo in Coppa del mondo

Mario Orsini

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 LIVORNO. Brindisi in Coppa del mondo per Andrea Baldini, il Baldo nazionale. Per la seconda volta consecutiva, dopo il successo di quindici giorni fa a Seul. Anzi il doppio successo: individuale e a squadre nella prova di fioretto. Una vittoria quasi in punta di piedi, senza urlarlo ai quattro venti. Senza proclami esaltanti, come fosse al tempo stesso la cosa più facile, ma anche più difficile possibile. Con la consapevolezza di chi sa di aver compiuto una bella impresa, di essere stato bravo. Di aver vinto con merito.  Di aver messo in fila 141 tra i migliori fiorettisti del pianeta. Ma, al tempo stesso, pienamente cosciente che in questo sport, specialmente a livelli planetari puoi vincere, ma anche perdere, anche se sei il numero uno al mondo, anche se hai già vinto un campionato del mondo, due anni fa ad Antalya e anche la Coppa del Mondo assoluta e hai guidato il ranking mondiale per mesi e mesi. Anche se ti chiami Andrea Baldini. «Questo successo è la ricompensa dei mille sacrifici fatti. Questa è stata una grande giornata nella quale ho tirato bene ed ho avuto sempre sensazioni positive. C'è però sempre da migliorare. Quindi occorre continuare a lavorare».  Proprio così lavorare, mai cullarsi sugli allori, con, al primo posto, umiltà e rispetto per tutti. «Non sono ancora al top fisico e mentale - ci diceva qualche giorno fa -. L'obiettivo è far bene e guardare lontano». E lontano per Baldini significa una cosa sola: Londra, le Olimpiadi, dopo la bruttissima storia dell'ingiusta esclusione da quelle di Pechino. Una storiaccia che lo ha fatto maturare soprattutto psicologicamente. Gli ha fatto guardare il mondo da un'angolazione diversa. A tale proposito ci vengono in mente il suo comportamento e le sue parole all'indomani della sconfitta, nei quarti, con l'amico Stefano Barrera nella prova individuale dei campionati italiani di Livorno dell'altra settimana. Baldini, pur dispiaciuto, non aveva fatto drammi, non aveva cercato scuse e aveva subito guardato avanti: «Stanotte, devo essere sincero, ho dormito tra due guanciali». Forse in questa serenità, nel saper leggere la vita tenendo conto del valore delle cose, avendo bene in mente che i drammi albergano da altre parti, sta la grandezza sportiva e morale di questo ragazzo di neppure 26 anni (li compirà il 19 dicembre).  Tornando laggiù alla vecchia Russia imperiale, a una delle culle storiche e attuali della scherma, ieri l'ultimo ad ammainare bandiera bianca di fronte al Baldo, nella finalissima, 14-13, è stato il corazziere bresciano Andrea Cassarà. Quasi due anni in più di lui e una vita sportiva vissuta, su corsie parallele, fin dai primi tornei giovanili. Dietro (5º) il biondo tedesco Joppich, la bestia, o meglio ex bestia nera di Baldini. Quello che un paio di volte (mondiali del 2006 a Torino e del 2007 proprio a San Pietroburgo) gli aveva strozzato in gola i sogni.  Tra gli azzurri bravo (settimo) pure il siciliano, di Modica, Giorgio Avola. Un ragazzo che qualche volta si allena con Baldini e altri fiorettisti del giro della nazionale a Livorno al circolo scherma Fides. E bella prova, in chiave azzurra, pure di Luca Simoncelli (18º). Un po' indietro (28º) il giovane e scalpitante Alessio Foconi e il biondo Valerio Aspromonte che ultimamente sembra aver le pile un po' scariche.  Soddisfatto il CT Stefano Cerioni. «Baldini e Cassarà sono tornati ai loro livelli. Sono in ottima forma e soprattutto stanno esprimendo una scherma d'alta scuola. E' questo quello che mi soddisfa maggiormente».  Felice anche babbo Enrico, il primo tifoso di Andrea insieme a mamma Rita, il fratello Matteo e le sorelline Giulia e Benedetta. «Due vittorie di seguito in Coppa del mondo, all'inizio dell'anno della qualificazione olimpica, significano che Andrea c'è fisicamente e soprattutto mentalmente. Vincere è difficile e ripetersi, a tambur battente, davvero complicato. Siamo felici anche che abbia battuto il quattro volte campione mondiale Joppich lasciandolo a 8. Uno che un po' di tempo fa gli creava grattacapi».  

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di Redazione web