Gioco
«Bari-Livorno? Una storia vecchia»
Renzo Marmugi
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TRANQUILLI. Il nome di Paquale Schiattarella compare in una intercettazione telefonica a destra: il dg amaranto Giovanni Gardini Il dg Gardini: Mazzoni, Di Bella e Salviato ascoltati dalla Procura federale
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LIVORNO. Lo scandalo scommesse si allarga a macchia d'olio, gli interrogatori delle persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Cremona viaggiano spediti, e anche il nome del Livorno è stato trascinato nel calderone. Dopo Livorno-Ascoli del 25 febbraio scorso, partita che gli amaranto non riuscirono a vincere nonostante che il difensore ascolano Vittorio Micolucci - intercettato al telefono - avesse garantito agli organizzatori delle scommesse che il risultato sarebbe stato 1 fisso («se quelli non vengono dentro l'area come c... fai a dargli una mano?»), è tornata a galla anche la sfida di Coppa Italia del 1º dicembre 2010 a Bari. «Una cosa vecchia - sottolinea il dg amaranto Giovanni Gardini - che sapevamo da tempo e non ha niente a che vedere con l'indagine iniziata a Cremona». Proviamo a ricostruire i fatti: il giorno stesso della partita, tra le 12.30 e le 13.30 nelle agenzie di scommesse del gruppo Skysport 365 (un operatore con licenza austriaca che in Italia viene rappresentato da GoldBet e Planetwin 365) veniva registrato un boom di puntata sull'Over, ovvero che la gara finisse con almeno tre gol, e su una larga vittoria del Bari. Le puntate si concentrano quasi tutte in Toscana, in particolare su due agenzie della zona di Livorno, dove di solito il volume di gioco è medio-basso. Gli scommettitori, secondo indiscrezioni, avrebbero puntato circa 2 milioni di euro sul risultato di 4-1 per il Bari, quello poi verificatosi sul campo. Da qui l'esposto di Skysport 365 alla magistratura del capoluogo pugliese, che immediatamente si è messa al lavoro. L'indagine del procuratore Antonio Laudati, insomma, risale a qualche mese fa, molto prima che scoppiasse il bubbone del calcioscommesse. Laudati ha solo chiesto ai colleghi di Cremona le carte dell'inchiesta, trasmettendo a sua volta i primi atti dell'indagine parallela che lui aveva aperto dopo il 1º dicembre 2010. Il bookmaker è lo stesso citato nel filone sul quale sta indagando il pm cremonese, Skysport 365, da qui la necessità di vederci più chiaro per capire se anche quel Bari-Livorno di Coppa Italia possa rientrare nel calderone. Si vuole capire cioè se dietro ci sia il gruppo dei "baresi", gli stessi coinvolti nell'operazione "Last Bet", visto che l'ex capitano del Bari, Antonio Bellavista, secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa in passato aveva avuto contatti con alcuni pregiudicati. Ma su Bari-Livorno non sono venute a galla intercettazioni telefoniche. Anche alla Snai il 1º dicembre 2010 arrivò la richiesta di un'agenzia del circuito di poter accettare una puntata di 100mila euro sulla vittoria dei pugliesi, ma la risposta fu negativa. E per evitare anomalie e "sorprese" dell'ultimo momento, un paio d'ore prima della partita il gioco su Bari-Livorno venne sospeso. Procura federale. Laudati, il procuratore di Bari, aveva segnalato l'esposto di Skysport 365 anche ai colleghi della Figc, infatti la Procura Federale aveva aperto un fascicolo e un emissario di Stefano Palazzi, il capo degli 007 del calcio, ha inviato una richiesta di audizione di tre giocatori amaranto per saperne di più sul 4-1 di Bari-Livorno. «L'invito - continua il dg amaranto Gardini - è arrivato in sede circa quindici giorni fa e martedì scorso (31 maggio) un emissario della Procura Federale è venuto in città per ascoltare il portiere Mazzoni in quanto capitano, il vicecapitano Di Bella e il difensore Salviato. Da parte nostra siamo assolutamente tranquilli, la Procura della repubblica di Bari non ci ha inviato alcuna comunicazione e le mosse della Procura Figc sono un atto dovuto». Reggina-Livorno. Nel fiume delle intercettazioni a disposizione dei magistrati di Cremona ieri è uscita anche Reggina-Livorno (1-1). Erodiani, titolare di una tabaccheria in provincia di Chieti e uno degli organizzatori del traffico, il 23 marzo 2011 conversando con Parlato (collaboratore del Viareggio calcio) riferisce che Antonio Bellavista (ex capitano del Bari) «...stava parlando di Reggina-Livorno, dice che molto probabilmente fanno X...». Domenica 27 marzo, giorno della partita, Erodiani chiede a Pirani (odontoiatra di Sirolo, provincia di Ancona) «se gli è giunta questa voce...». La partita poi finisce 1-1, con gol di Dionisi e Bonazzoli. Gardini non si scompone: «L'ho letta anch'io quell'intercettazione - dice il direttore generale amaranto - ma qui c'è uno che dice a quell'altro di sapere certe cose...Mi sembra una cosa che non sta in piedi». Schiattarella. In un'altra intercettazione, relativa alla partita Ascoli-Atalanta del 12 marzo scorso appare il nome di Schiattarella. Gli scommettitori, per far sapere al difensore ascolano Micolucci se l'accomodamento della partita era andato a buon fine, dovevano far dire a Doni o a qualche altro giocatore bergamasco una frase in codice. Mario Pirani, il dentista marchigiano ritenuto uno dei capi dell'organizzazione dedita alle scommesse, dice: «Oh...come la stessa frase che gli ho fatto dire a Schiattarella», evidentemente riferendosi a Livorno-Ascoli di due settimane prima. Una frase che da sola vale ben poco e sulla quale la magistratura dovrà fare luce. Il Livorno, insomma, era all'oscuro di tutto e al massimo potrebbe essere tirato dentro per responsabilità oggettiva, ammesso che poi la giustizia sportiva riesca a venire a capo di questo ginepraio dimostrando la veridicità di certe affermazioni dei personaggi coinvolti nell'inchiesta. La verità è che ci sono società in posizione decisamente più grave, quindi l'unica cosa da fare è attendere lo svolgimento parallelo delle due indagini, quella penale e quella sportiva. L'impressione è che siamo appena agli inizi di una brutta storia: mano a mano che passano i giorni, infatti, uno scandalo che sembrava ristretto a serie B e LegaPro si sta allargando anche alla "A", con almeno 4-5 partite già nel mirino degli inquirenti. Sarà un'altra estate caldissima.
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