Gioco
E ora il Livorno bussa a Figc e Lega
Alessandro Bernini
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SOCIETÀ. A sinistra Signorelli e Gardini, a destra Dionisi in azione contro lAscoli Inviato un documento: «In caso di squalifiche, noi diventiamo la parte lesa»
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LIVORNO. Dopo un giorno di silenzio, passato dal dg Gardini a studiare le carte, anche il Livorno esce allo scoperto. Senza troppe illusioni, sia chiaro, ma è un passo importante per far capire che il Livorno si sente parte lesa. Doppio fax. Ieri pomeriggio dalla sede di via Indipendenza sono infatti partiti due fax, uno indirizzato alla Figc e uno alla Lega Calcio. Il concetto? Se ci saranno dei deferimenti, penalizzazioni o retrocessioni, il Livorno è pronto a far valere i propri diritti, sia a livello tecnico che patrimoniale. Dove per "tecnico" si intende un risarcimento di classifica, e per "patrimoniale" un risarcimento economico. In sostanza il Livorno è pronto a costuirsi parte civile in un eventuale processo. Come detto, questo fax è un modo per dire "noi ci siamo". Giusto che sia stato spedito. Altrettanto giusto è non vendere fumo: il Livorno, come spiegato anche ieri, non ha possibilità di guadagnarci qualcosa. I playoff non saranno mai rigiocati. Comunque, leggendo bene intercettazioni e carte della Procura, la sensazione è che il Siena c'entri poco o niente. Molto complessa la posizione dell'Atalanta (rischia la penalizzazione, ma anche la retrocessione visto che il reato sarebbe reiterato), a rischio anche il Padova. L'intercettazione. Viene da ridere, o forse da piangere, a leggere le intercettazioni che stanno saltando fuori su Livorno-Ascoli. Sentite questa. Alcuni degli indagati scommettono sulla vittoria del Livorno contro l'Ascoli, ma la partita finisce 1-1. Il giorno dopo Marco Pirani (odontoiatra di Ancona, ora ai domiciliari) chiama Massimo Erodiani (braccio operarativo dell'organizzazione) riferendogli una conversazione avuta durante la notte col difensore dell'Ascoli Micolucci, che era in campo al Picchi. Pirani dice: «No, no, no, non mi parlare proprio più perchè... Micolucci ieri te lo dico già ha fatto l'ultima partita. E ha giocato bene eh! Ha giocato bene perchè io l'ho sentito stanotte mi ha detto... ma se non vengono dentro l'area come cazzo fai a dargli una mano e c'ha ragione, e c'ha ragione. E che fa, la deve buttare dentro lui con le mani?». Esilarante, se non fosse che parliamo del Livorno. Incapace (a quanto si evince dalle intercettazioni) di vincere una partita che l'Ascoli voleva perdere. La vergogna dei vertici. Non bastava il fatto che i vertici del calcio erano completamente all'oscuro di ciò che stava accadendo. Adesso eccoli a salvare la propria poltrona. Queste sono le parole di ieri di Andrea Obodi, presidente della Lega serie B. «C'è stato un terremoto ma andando a leggere le carte mi sembra che si sia già arrivati intempestivamente e immotivativamente a conclusioni. Ritengo che, fino a prova contraria, il campionato sia regolare e chi dovrà dirci il contrario dovrà essere un giudice. Fra poche ore - ha detto nel pomeriggio - si giocherà la prima partita dei playoff, mi sembra che questo sia un dato importante, non perchè lo spettacolo deve andare avanti, ma perché è sempre il campo che deve esprimere i suoi giudizi salvo prova contraria». «Mi ha sorpreso - ha conlcuso Abodi - che anche alcuni operatori della comunicazione siano già arrivati alle conclusioni. C'e' un'indagine e ci sara' un processo e soltanto alla fine di questo si potrà dire qualcosa. Si è molto millantato». Giudicate voi. Il presidente della Lega di B deve essere il presidente di tutti. Tutti. Di chi si difende ma anche di chi si sente danneggiato. Troppo facile il "facciamo finta di niente e andiamo avanti".
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