Gioco
Niente illusioni: Livorno fuori dai playoff
Alessandro Bernini
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NEL MIRINO. Il match tra Livorno e Ascoli del 25 febbraio, finito tre le partite sotto inchiesta Tempi stretti, la Figc non stravolge ora la classifica. Spinelli: «Ci hanno danneggiati»
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LIVORNO. Lo tsunami del calcio-scommesse travolge tutto ciò che trova sulla sua strada. Compreso il Livorno. Che passa dalla grande paura (in mattinata è uscita la notizia della partita Livorno-Ascoli al centro dell'inchiesta, poi si è capito il senso), alla certezza di essere vittima. Una vittima che, purtroppo, al 99% non otterrà dei risarcimenti. Perché i playoff partono oggi e il Livorno non avrà la chance di giocarseli nonostante Padova, Siena e soprattutto Atalanta siano dentro all'inchiesta fino al collo. Il testo dell'inchiesta. Partiamo dal capitolo che vede il Livorno coinvolto direttamente nell'inchiesta, ovvero dalla partita Livorno-Ascoli del 26 febbraio. E leggiamo cosa dice il fascicolo specifico. Secondo il giudice per le indagini preliminari di Cremona "Erodiani, Pirani, Parlato, La Civita, Pederzoli, Sommese e Tuccella (dunque giocatori dell'Ascoli e altri personaggi coinvolti nell'inchiesta ma non legati al Livorno, ndr) in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell'incontro di calcio Livorno-Ascoli, in modo da conseguire il risultato finale della vittoria del Livorno, conforme alle scommesse effettuate, non riuscendo nell'intento in quanto la partita si concludeva con il risultato finale di 1 a 1. A tal fine venivano compiute, tra l'altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato: Pirani, che ne informava Erodiani, prendeva contatti con l'ex capitano dell'Ascoli, Sommese Vincenzo, suo fidato intermediario, che si riservava di comunicargli gli esiti dei contatti con i giocatori da corrompere e la quantificazione della somma richiesta, nonché con il difensore dell'Ascoli Pederzoli Alex, che assicurava la sua disponibilità alla corruzione, pur con la garanzia dell'anonimato. Lo stesso Pirani contattava Tuccella Gianluca, anch'egli tesserato per l'Ascoli, perché convincesse il difensore Micolucci Vittorio ad adoperarsi affinchè l'Ascoli perdesse la partita, assicurando successivamente il Tuccella la disponibilità del Micolucci, e prendendo contatti lo stesso Parlato con Pederzoli Alex - non verificandosi il risultato in quanto l'unico giocatore corrotto, presente il giorno dell'incontro, finiva per essere il Micolucci, che non riusciva ad influire adeguatamente sull'esito della partita - partecipando gli stessi Sommese e Tuccella alla scommessa, puntando la somma di 15.000. In Livorno ed altri luoghi il 25.2.2011 e giorni immediatamente precedenti». Livorno vittima. In sostanza: gli indagati hanno scommesso sulla vittoria del Livorno, cercando di ottenere un atteggiamento "molle" dell'Ascoli, in primis di Micolucci che era l'unico presente tra i giocatori coinvolti. Gli amaranto insomma erano marginali a questa vicenda. Al massimo ci si può fare sopra una battuta: il Livorno quella sera non riuscì a battere neanche un Ascoli che doveva perdere... Ipotesi playoff. Sapete qual'è il vero problema? Che questa inchiesta salta fuori troppo tardi. Da quanto emerso ieri, l'Atalanta è messa davvero male. Essendoci una responsabilità oggettiva, rischia una forte penalizzazione, più difficile la retrocessione. Ma pure il Padova c'è dentro, perchè nelle intercettazioni si parla dell'esistenza di un accordo tra i dirigenti di Padova e Atalanta per far terminare in pareggio (come avvenne, 1-1) lo scontro diretto. Il Livorno sarebbe dunque il primo beneficiario (per un posto ai playoff) di una eventuale condanna essendo settimo classificato. Rispettiamo la presunzione di innocenza, ma fossimo in un sistema logico bisognerebbe fermare tutto il carrozzone e ottenere una sentenza nel giro di pochi giorni. Cosa che la Figc non farà: la sentenza arriverà troppo tardi, probabilmente tra fine giugno e luglio. I playoff si giocheranno, senza intoppi. Alla faccia della regolarità. Sempre che poi qualcuno non faccia come il Catania che nel 2003 ricorse alla giustizia ordinaria e ottenne il ripescaggio. Ipotesi serie A. Se venissero punite Atalanta, o Siena, o Padova (o tutte?), il regolamento porterebbe a stilare una nuova classifica del campionato dove è avvenuto il pasticcio. Un esempio: se l'Atalanta viene punita, salirà in A la prima delle non promosse della B. Dunque, continuando nell'esempio, la perdente della finale playoff. E non la prima delle retrocesse dalla A, ovvero la Sampdoria. Qui sta un altro controsenso. Punendo una delle prime classificate, si andrà a pescare dalle perdenti dei playoff, ma quei playoff ora saranno disputati non dalle squadre che ne avevano probabilmente diritto. Senza contare che il Novara (terzo classificato) rischia magari di uscire in semifinale e perdere quel secondo posto che sarebbe stato suo in caso di penalizzazione all'Atalanta. Un pasticcio infinito. Di certo il Livorno non ha chance di salire con un colpo di magia. Se anche Atalanta, Siena e Padova dovessero essere tutte punite, in serie A ci andrebbero Novara, Varese e Reggina. I dubbi di Spinelli. E la società amaranto? Di buon ora il ds Signorelli e il dg Gardini si sono trovati in sede per seguire l'evoluzione delle notizie. Il presidente Aldo Spinelli era invece impegnato a Ginevra in una riunione di lavoro e solo in serata è stato messo al corrente nei dettaglio di quanto avvenuto. «È evidente che in tutta questa storia noi siamo una parte lesa. Se le cose stanno come sta emergendo dalle indagini, ci meritiamo un posto nei playoff». Peccato che quel posto non ce lo daranno mai. Ieri il Livorno poteva chiedere ufficialmente alla Figc una sospensione immediata dei playoff: mossa più di colore che di reale efficacia, comunque non se n'è fatto di niente. La sensazione è che si potrà fare solo gli spettatori. ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 3-4-5
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