Il Tirreno

Livorno

«Voglio un Livorno competitivo»

<b>OKAY.</b> Walter Novellino saluta la tribuna a fine partita
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OKAY. Walter Novellino saluta la tribuna a fine partita

Novellino conferma: resto, ho già in testa il progetto

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 LIVORNO. «Per non far restare Novellino a Livorno, ci vorrebbe uno tsunami». E visto che per fortuna certi eventi sono rari, Monzon con queste parole chiude il capitolo allenatore: resta lui. Che nel frattempo si è già messo al lavoro per fissare la data del raduno, quasi sicuramente il 4 luglio, dunque in anticipo rispetto al passato. Ha già voglia di lavorare.  Solo un dubbio. Ma è previsto anche un incontro con Spinelli per programmare il mercato? E questo incontro sarà decisivo? Novellino scuote la testa: «No, non sarà decisivo. È chiaro che io voglio una squadra competitiva, il prossimo anno c'è la Sampdoria e io voglio arrivare davanti. Ma Spinelli è un presidente col quale si può lavorare bene, le ambizioni ci sono e sono sicuro che quest'estate lavoreremo alla grande per allestire un bel Livorno».  Domanda inevitabile: Novellino ha già un progetto tecnico nella testa? «Beh, visto che so già di restare a Livorno, è chiaro che qualche idea c'è. Ad esempio sono sicuro che non c'è bisogno di una rivoluzione, ma solo di inserire dei tasselli al posto giusto. Nomi? No, lasciamo stare, è finito il campionato da un quarto d'ora...».  A proposito di campionato. Il Livorno chiude al settimo posto. «Ed essere fuori dai playoff è una vera ingiustizia. Le due squadre più in forma del momento sono Livorno e Padova, negli ultimi due mesi abbiamo fatto un grandissimo lavoro e dispiace non raccogliere i frutti. Mi resta comunque la certezza di chiudere la stagione con un bilancio positivo, abbiamo tenuto una media di un punto e mezzo e credo che negli ultimi due mesi la mano del sottoscritto si sia vista».  Già. Ma ci sono stati anche momenti neri. Nerissimi. «Col Cittadella secondo me è stato toccato il fondo. Lì ho capito che la squadra era davvero in difficoltà, bisognava lavorare tanto sulla testa di questi giocatori perché si era spenta la luce. Nel finale di stagione è stato un grande Livorno, abbiamo trovato forza, tecnica, testa. E, lo ripeto, noi meritavamo i playoff».  C'è tempo anche per un flash su questa partita. «Per me era importante chiudere bene e arrivare prima del Torino, ci tenevo molto. E la squadra ha dato un senso alla gara, giocando con volontà. Faccio i complimenti a Marco Moscati, si è mosso bene, ma il mio vice Morgia l'aveva notato subito appena arrivati a Livorno. Bravo anche Lignani. Ci sono diversi giovani interessante, ora si tratta di capire se è meglio che restino qua o vadano a farsi le ossa magari in Prima Divisione». Ancora un gol Danilevicius? «L'ho abbracciato con affetto, una bella persona». Una tirata d'orecchie a Cellerino: «Si doveva evitare quel dito a zittire i tifosi della curva. Aveva segnato, doveva stare buono e magari prendeva anche qualche applauso».  È il momento dei saluti: «Ringrazio tutti, la squadra e i tifosi. Adesso stacchiamo un po' la spina, ma solo per qualche giorno. Perché poi tutti dobbiamo pensare a costruire un Livorno competitivo». Ecco, questo piace di Novellino. Resta e vuole vincere. E poi se le alternative dovevano essere certi nomi che circolavano negli ambienti calcistici... (al.ber.)

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di Redazione web