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I migliori arbitri? Livornesi

M.O.
<b>I MIGLIORI D&#146;ITALIA. </b>Il quartetto degli arbitri
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I MIGLIORI D’ITALIA. Il quartetto degli arbitri

Dietro ai mostri sacri Pierucci ecco Bratto e Sartori

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 LIVORNO. Inflessibili a bordo pedana. Per chi non rispetta le loro decisioni fioccano cartellini gialli, rossi o addirittura neri. Accanto ai due super direttori internazionali Simona e Giuseppe Pierucci, a questi campionati italiani c'erano anche Francesca Bratto e Emilio Sartori. 27 anni Francesca, 4 di meno Emilio. Entrambi hanno arbitrato, in maniera egregia, le prove degli atleti paralimpici. Basta ascoltare in proposito Simona Pierucci: «Sono stati bravissimi pur con sfumature diverse. Emilio si è distinto per eleganza e professionalità. Benché arbitri da poco ha tutte le peculiarità per diventare, nel prossimo futuro, un direttore di gara eccellente. E' educato, sensibile, preciso, giusto ed affidabile». E Francesca? «La conosco benissimo. Arbitra ormai da sei anni. Tecnicamente è eccellente. Caratterialmente invece, poco docile. Va aiutata a trovare il giusto equilibrio ma le premesse per diventare un ottimo arbitro ci sono tutte». Anche per Giuseppe e Simona Pierucci, quattro giorni di gara vissuti in prima linea. Tutti e due sono stati inseriti ben tre volte nella terna direttiva delle finali. «Beppe, non lo dico perché è mio fratello, è un fenomeno. Nella sua specialità, il fioretto, è nettamente il migliore. E anche in questa circostanza l'ha dimostrato. E' l'unico che sa gestire in maniera ottimale gli assalti, quando in pedana c'è Valentina Vezzali. Ha pacatezza, sensibilità, portamento e soprattutto sicurezza totale in ciò che fa e nelle decisioni che, in maniera velocissima, assume. Forse questo deriva dal fatto di essere un ex grande fiorettista. Dagli atleti è molto rispettato perché ritenuto il più bravo». A Simona, invece, gli elogi arrivano, in maniera tangibile, direttamente dalla stanza dei bottoni. Un paio di giorni fa le è stato assegnato il premio Antonio Sinclari, riservato al più bravo direttore di gara della stagione. «Un premio che ho gradito moltissimo anche perché è la prima volta che è assegnato a una donna. Se ci fosse stata ancora nostra sorella Silvia l'avrebbe ricevuto lei al mio posto». Proprio nel nome di Silvia Pierucci la famiglia ha consegnato i premi: «La stoccata del cuore». ad aggiudicarselo sono state: Valentina Cipriani, Lucrezia Senigaglia e Rossella Fiamingo. «E' stato un modo per ricordarci che è ancora qui con noi». Poi aggiunge: «Sabato quando abbiamo assegnato il premio del fioretto a Valentina Cipriani, anche Di Francisca, Vezzali e Salvatori avevano le lacrime agli occhi. Elisa appena scesa dal podio mi ha donato il mazzo di fiori della vincitrice e poi, quasi sottovoce, mi ha detto: portalo a Silvia».

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di Redazione web