Gioco
Di Francisca-Vezzali, uno show in finale Le nostre a testa alta
M.O.
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IL NUMERO DEL SUCCESSO. Aldo Montano sul podio con il suo inseparabile prefisso 0586 (foto Augusto Bizzi/Fis) Sopra: Valentina Vezzali 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un trionfo annunciato. Sul trono tricolore del fioretto femminile si issa, per il secondo anno consecutivo, la campionessa del mondo Elisa Di Francisca. Ad arrendersi sul filo di lana l'immensa Valentina Vezzali. «Non è stato un successo facile. Per avere di una grandissima campionessa come Valentina ho dovuto giocarmela tatticamente.Lei è una fiorettista che ha mille risorse, tanta classe ed esperienza». Felice nonostante la sconfitta è anche la grandissima Vezzali. «Ho tirato bene tutto il giorno. Dai gironi alla finale. Era tanto che non sentivo queste sensazioni. Una sconfitta di una sola stoccata non è certamente una cosa tragica. A questi livelli ci può stare». Finisce male, invece, l'avventura delle nostre due diciannovenni: Olga Rachele Calissi e Beatrice Monaco. Entrambe si fermano nella prima diretta. Olga di fronte all'imbattibile Di Francisca e Beatrice a Stefania Straniero. «Batterla adesso non è possibile. Lei veniva da un successo in coppa del mondo ed io da tre simulazioni in allenamento. La testa poi è giustamente rivolta ai prossimi esami di maturità», le prime parole di Olga Rachele. Poi aggiunge: «Per non trovarmela subito davanti dovevo fare meglio nei gironi. Tutto sommato però sono contenta di aver superato la grande Di Francisca, per 5-4, almeno in un assalto del girone di qualificazione. Non capita tutti i giorni». Più critica con se stessa Beatrice Monaco. «Quello con Stefania Straniero era uno degli assalti più accessibili. Fisicamente non sono al top anche per i crescenti impegni scolastici in vista degli esami di stato. Sul 14-13 a mio favore dovevo chiudere la partita. Invece mi sono fatta rimontare. Peccato. Mi sarebbe piaciuto tanto fare bella figura a Livorno». Tra i più bravi di giornata stoppato nei quarti da Diego Occhiuzzi di stretta misura (15-13) è stato Marco Ciari. Un vero peccato perché ci aveva appena confessato di essersi preparato nel migliore dei modi per questo appuntamento casalingo e di nutrire buone speranze di arrivare lontano. Tra le sconfitte di giornata, del favoloso "Dream team" del fioretto femminile, la simpaticissima Arianna Errigo. «Non ho tirato con la concentrazione giusta. Potevo tranquillamente superare il turno ed andare avanti», le sue parole. Lontana dal podio (decima) anche l'eterna Giovanna Trillini. Ma lei, leggenda vivente di questo sport, con i suoi 41 anni il suo campionato italiano l'aveva già vinto prima di iniziarlo. Felice di essere entrata nell'ottetto delle finaliste Margherita Granbassi: un concentrato di bellezza e simpatia. «Con tutti gli acciacchi che ho, oppure superati da poco, è già un miracolo essere arrivata sesta». Felice del suo campionato italiano anche la spadista di casa nostra Virginia Di Franco. «Non posso lamentarmi. Anche se potevo fare meglio. Un settimo posto nell'individuale e essere riusciti a salvarci a squadre è un bel risultato».
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