Gioco
Luci, un anno da leader «Porterò in A il Livorno Novellino? Bene che resti»
Fabrizio Pucci
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PREMIO. Andrea Luci premiato ieri dai tifosi del club Mario Magnozzi 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il piccolo grande uomo del centrocampo amaranto ha fatto breccia nel cuore dei tifosi. In particolare è stato apprezzato dagli iscritti del Club Magnozzi, il più antico della città, che gli hanno consegnato il premio di migliore giocatore dell'anno. A fare gli onori di casa il presidente del Club, Penco. Doccia da stress. Il motorino amaranto, sabato scorso non c'era. Appiedato dal giudice sportivo, ha seguito da casa la partita di Padova: «Ho sofferto tantissimo. Al triplice fischio ero così stanco e sudato che mi pareva di aver giocato. Così ho fatto la doccia. Non meritavamo assolutamente di perdere. Ma la buona sorte ci ha voltato le spalle». Voglia di ripartire. Certe sconfitte, specie quelle immeritate, cementano il senso di appartenenza. Luci, occhi vispi e sorriso intelligente ha già posto l'obiettivo per la prossima stagione: «Nel campionato che verrà vogliamo migliorare il piazzamento di quest'anno. In sostanza puntiamo apertamente ai playoff che non devono sfuggire. Personalmente voglio dare la scalata alla serie A con questa maglia. Non ho mai giocato nella massima serie e questo inizia a pesarmi. Di certo il finale di stagione ha dato alla squadra consapevolezza e fiducia nei propri mezzi». Novellino. Nei giorni scorsi il presidente Spinelli ha dichiarato di aver confermato 'Monzon'. Andrea Luci ne prende atto con soddisfazione: «E' importante partire con il tecnico che ci ha guidato da febbraio. Lui conosce i giocatori e il gruppo. Cominceremo la nuova stagione sulle basi di quella che sta finendo in questi giorni: un bel vantaggio. Nell'ultimo mese si è vista la mano di Novellino. Quando è arrivato ha dovuto ricostruire il morale della squadra. Provenivamo da una serie di sconfitte e non era facile riprenderci. Dopo aver svolto il lavoro psicologico, Walter ci ha messo del suo e ha iniziato a farci giocare come voleva lui. I risultati si sono visti». Il black out. Toccato l'argomento del passaggio a vuoto costato la panchina a Pillon, è impossibile non cercarne le cause a bocce ferme. Luci, a distanza di mesi, fatica a trovare una spiegazione. «Abbiamo sempre lavorato bene. Eppure tutto girava per il verso sbagliato. La squadra era giovane e dopo un girone d'andata perfetto (35 punti conquistati) abbiamo pagato qualcosa sul piano nervoso. Adesso abbiamo acquisito esperienza e, come detto, l'anno prossimo ci riproveremo». Futuro amaranto. Luci ha un contratto che lo lega al Livorno fino al 2014. Ha tutte le caratteristiche (umane e tecniche) per diventare una bandiera, un giocatore simbolo in cui la gente si identifichi. Ma il ragazzo di Piombino è umile e antepone gli interessi della squadra a quelli personali: «Il premio conferitomi dal 'Club Magnozzi' mi fa molto piacere. Spero di stare qui il più possibile, ma mi piace sottolineare che senza l'aiuto dei miei compagni di squadra non avrei mai potuto mettere insieme una stagione così positiva». L'allenamento. Nel pomeriggio la squadra si è allenata al Centro Coni affrontando, nella consueta partitella, gli allievi nazionali di Venturi. La truppa di Novellino ha vinto in scioltezza (come da pronostico). A segno tutte le punte. Il gol più bello, però l'ha segnato Ciccio Tavano.
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