Gioco
Baldini, quei sogni infilzati
Giorgio Billeri
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LURLO. Tutta la gioia di Edo Luperi, 17 anni, dopo il titolo italiano vinto sul palco del teatro Goldoni Sotto il PalaLivorno nel corso delle gare eliminatorie Perde con Barrera, addio titolo. Bravi Nista, Paroli e Lari
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LIVORNO. Nessuno è profeta in patria. Forse non è soltanto un (abusato) luogo comune. Livorno, la sua Livorno, continua ad essere il tempio maledetto che Andrea Baldini non riesce a profanare. Qui, sulle rive del suo mare, il «Baldo» ha sempre trovato pane duro, e i giorni del «caviale» di Seul (lo scorso fine settimana) sembrano lontani anni luce. L'avventura tricolore del D'Artagnan livornese si è schiantata su uno scoglio di nome Stefano Barrera, ostico e compatto fiorettista di natali siciliani ma formatosi alla scuola di Fabio Galli a Frascati, campione italiano in carica. Lui il Baldo lo conosce in ogni anfratto, e nel quarto di finale lo ha sempre tenuto nel mirino per poi infilzarlo 15-13. Il Palalivorno è diventato Palafreezer. gelo sulle tribune e nell'entourage di Baldini, che stava già preparando i ferri del mestiere per tresferirsi al Goldoni, dove Andrea aveva scattato delle meravigliose foto che erano anche un augurio. E dire che la mattinata era trascorsa placida, serena, rapida secondo i desiderata del campione del mondo di Antalya 2009: debutto in pantofole nel gironi, poi nelle «dirette» affermazione su Cinti, polverizzato 15-5 dopo aver «osato» mettere a segno le prime due stoccate. Un Baldo sempre più bello, veloce, autoritario: il suo fioretto non ha lasciato scampo neppure a Lari nel derby tutto livornese, un 4-4 inziale col giovane Tommy senza timori rereverenziali, poi un parziale terrificante, 11-0 con una varietà stordente di attacchi e contrattacchi. Sulle altre pedane, intanto, Livorno e i livornesi tenevano fede alle speranze della vigilia. Lorenzo Nista, figlio dell'ex portiere (oggi collabora con Leonardo all'Inter), con la sua scherma tutta impeto e classe demoliva il non facile ostacolo Rey lasciandolo a 7, quindi Meringolo a nove con buona parte del pubblico che lo osannava. Come ottima impressione aveva lasciato un altro enfant du pays, Alessandro Paroli, che sigillava l'impresa della giornata sbattendo fuori dal tabellone ilo celebrato Valerio Aspromonte, talento che in nazionale ha messo ormai le radici. Una vittoria da ricordare, che però ha forse scaricato il livornese che, nel successivo derby con «pallottola» Luperi, ha retto magnificamente fino al 6-6 e poi al 12-12, subendo poi tre stoccate in in amen dal ragazzino terribile, tutto riccioli e faccia tosta che poi ha bruciato anche Nista veleggiando quindi, unico livornese, verso il galà serale al Goldoni. La delusione per il Baldo, cocente, è stata parzialmente compensata però dall'ingresso nei migliori quattro anche di Stefano Avola, un altro talento di foravia che ha scelto Livorno, le pedane del Fides e soprattutto la nostra scuola di insegnanti, per progredire. E dai risultati ci è riuscito. Sfortunato, nell'estrazione del tabellone, il promettente ragazzino Matteo Trovato, 18 anni: dopo i gironi ha incocciato proprio Avola ma ha retto dignitosamente a nove.
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