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Livorno

Livorno, la sconfitta più crudele

Alessandro Bernini
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RIGORE. Italiano al 93’ calcia di precisione alla destra di De Lucia: è il gol del 3-2

A Padova inutile doppietta di Danilevicius: dal sogno all'addio ai playoff

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 PADOVA. Siamo stati dentro i playoff da sesti per 13 minuti (0-1), abbiamo conservato una speranza fino al terzo minuto di recupero, poi la pazza rincorsa del Livorno è morta sul calcio di rigore trasformato da Italiano (3-2). Ma è stata una vera ingiustizia.  Adesso non ci sono più speranze, la partita di domenica contro il Frosinone sarà un the end senza fuochi d'artificio. I playoff se li giocano Torino e Padova nello scontro diretto dell'ultima giornata: i granata devono assolutamente vincere, il Padova ha due risultati a disposizione.  Col 2-2 invece saremmo rimasti in corsa: bisognava vincere col Frosinone già retrocesso e sperare in un pareggio (per loro inutile) tra Toro e Padova. Guardate che non era mica impossibile...  Ma quest'anno evidentemente doveva girare tutto storto. Il Livorno non meritava mai di finire ko, il risultato più giusto sarebbe stato a metà tra il pareggio e la nostra vittoria. Sono stati 90 minuti da luna park di emozioni, col Livorno che si è ritrovato con un pugno di mosche nonostante due reti, una traversa e cinque occasioni clamorose da rete.  Novellino l'aveva preparata bene questa partita, obiettivamente negli ultimi due mesi ha fatto un gran bel lavoro. Ma il suo 4-2-3-1 iniziale (con Barusso e Iori davanti alla difesa) è andato in tilt quando al 10' Schiattarella è dovuto uscire per un profondo taglio alla testa dopo un scontro con Legati. A quel punto, messo dentro D'Alessandro, il Livorno è tornato a un 4-4-2 che però concedeva troppo tempo di pensare a Italiano e troppi metri al Padova. E così, dopo neanche 10' di sofferenza, Novellino ha riproposto subito il 4-2-3-1 con Tomas prima punta, e il trio Dionisi-Parravicini-D'Alessandro alle sue spalle. Il tutto con Lambrughi a destra, per cercare di mettere un freno alle scorribande di El Shaarawy.  Il primo tempo è stato la sagra delle occasioni perse, ma nella ripresa le squadre si sono rifatte con gli interessi. Il gol di Danilevicius al 13' ha spalancato le porte al sogno, e 5' dopo Barusso ha sfiorato lo 0-2 con un siluro di destro. Poi però ci ha messo lo zampino anche l'arbitro inventandosi una punizione (24') dal limite sulla quale De Paula ha trovato il pari. Sorpasso Padova (2-1) con un piattone di Cuffa, aggancio Livorno (41', 2-2) con stacco di testa ancora di Danilevicius.  Finita qui? Macchè, al 48' una spinta (banale) di Lambrughi su Ardemagni ha messo la vittoria su un piatto d'argento al Padova: rigore di Italiano, rete, 3-2, e tutti a casa.  Ma chiariamo un concetto: se fosse una puntata di Csi, la scena del crimine non sarebbe certo qui a Padova. Figuriamoci. Qui la squadra ha lottato, ha combattuto, ha giocato. I playoff il Livorno li ha persi da altre parti. Da tante altre parti.  

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