Il Tirreno

Livorno

Un tuffo a Padova con tanto entusiasmo

Fabrizio Pucci
Un tuffo a Padova con tanto entusiasmo

Show di Tomas (3 gol) e Dionisi (2) nel test con gli Allievi. Provato il 4-3-3

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 LIVORNO. Carnevale è passato da un pezzo. I soli costumi che stanno per tornare di moda sono quelli da mare. Eppure Novellino nella partitella infrasettimanale (in extremis si è deciso di far slittare di un giorno la partenza) ha mascherato il Livorno. Carte mischiate, poche indicazioni e tanta pretattica. Il lavoro di logorìo psicologico del Padova è iniziato.  Potere della cabala. Dicono che squadra che vince non si cambia. Gli amaranto hanno leggermente modificato il vecchio adagio che è diventato "squadra che fa vincere non si cambia". Anche ieri, infatti, il Livorno ha affrontato in amichevole gli Allievi Nazionali amaranto, un vero amuleto. Da quando gli uomini di Monzon giocano di mercoledì con i giovani di Venturi, è in iniziata la risalita. E allora avanti così!  Il tridente. La novità di giornata riguarda il modulo. Salutato il 4-4-2, il tecnico di Montemarano ha disegnato una squadra con spiccata vocazione offensiva considera la presenza di un attaccante in più. Sacrificato, anzi scarnificato il centrocampo, schierato a tre dinanzi al consueto poker difensivo. Davanti a De Lucia, conferma a destra per Lambrughi e a sinistra per Pieri.  In mezzo Miglionico e Bernardini in attesa del completo recupero di Knezevic che ha effettuato alcuni giri di campo in scioltezza apparentemente senza accusare dolore alla caviglia acciaccata. Il croato per sabato dovrebbe farcela. Nella zona nevralgica subito in campo Parravicini, Barusso e Lignani. Davanti il tridente composto da D'Alessandro, Cellerino e Tavano. Proprio il capitano e il 'Tanque' sono andati in gol. Nella ripresa difesa inedita con Luci al centro insieme a Di Bella, Moscati e Salviato. Schiattarella, Iori e Prutsch in mezzo e reparto avanzato con Dionisi, Tomas e Galabinov. Una doppietta di Dionisi e una tripletta di un Danilevicius in gran spolvero hanno chiuso i conti.  La grinta di Monzon. Walter Novellino ci crede. E cura i dettagli. Si fa sentire. Grida: «Il mediano basso deve prendere il taglio dentro». Immagina situazioni di partita che possono presentarsi all' Euganeo. Chiede un sacrificio supplementare anche ad almeno uno dei tre attaccanti che deve andare a disturbare sul nascere la manovra degli avversari. Pretende molto, Monzon.  Dionisi si intestardisce in un dribbling di troppo e il mister gli fischia un calcio di punizione contro. Novellino è un tecnico navigato. Sa come si preparano gli scontri senza domani. E di conseguenza tocca le corde giuste per motivare la squadra senza caricarla eccessivamente.  Il dubbio. Nell'osservatore esterno la seduta di ieri ha insinuato il tarlo. Il Livorno andrà a giocarsela a Padova con le tre punte o si è trattato di un bluff per creare qualche grattacapo al giovane allenatore veneto Dal Canto? Molto più probabile la seconda ipotesi. Però anche i biancoscudati praticano il 4-3-3 e quindi Novellino potrebbe schierare un modulo speculare.  Certo. Il 4-4-2 garantirebbe la superiorità a centrocampo e quindi un piccolo vantaggio (solo teorico per la verità). Ma sabato o si vince o si scende dalla giostra dei playoff per si può immaginare un Livorno aggressivo. E' un bel rompicapo anche se certe partite non si vincono con la tattica, ma col cuore o la giocata di un singolo giocatore.

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di Redazione web