Gioco
La gioia di Saccà: «Fantastici»
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COACH. Diego Saccà «È come aver vinto uno scudetto. La chiave? Artal»
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LIVORNO. Prima stagione da allenatore, classe 1981, fresco trentenne nell'anno in cui la prima società rugbistica della sua città compie 80 anni. E' Diego Saccà, allenatore del Livorno Rugby, forse ancora un po' giocatore, perché i suoi trascorsi sono così freschi che non si possono accantonare subito, ma proprio qui sta una delle sue carte vincenti. «Conosco bene molti dei miei giocatori e così ho basato tutto sul rapporto con loro, e ho ricevuto un grande aiuto da tutti». Così dice Diego Saccà, che in sostanza è visto dai giocatori come uno di loro, senza l'aria da superiore, anche perché all'anagrafe c'è gente come Morganti, Biagiotti o Ubaldi che ha più anni del coach, che allora ha capito subito di doversi mettere alla pari con il gruppo, prima di lanciarsi in questa avventura, che lo ha portato ad una salvezza che, ripete Diego Saccà, «vale davvero come uno scudetto». E per quale motivo? «Perché questo è stato un anno difficile fin dall'inizio, e la sorte non ci è mai venuta incontro. La società ha deciso di puntare sui giovani, cambiare gestione tecnica e provare a mantenere la serie A con risorse limitate. Alla fine abbiamo avuto ragione tutti e chiudiamo in bellezza». Chiusura pure da cardiopalma, perché il Livorno Rugby ha conquistato la salvezza solo all'83' dell'ultima gara di campionato, in quella che ormai è una storica trasferta a Udine. Per due volte, nelle precedenti giornate, i biancoverdi avevano compromesso il risultato, sprecando un calcio piazzato nel finale di gara. Stavolta, per fortuna, è andata diversamente... «Dopo due calci andati male - prosegue coach Saccà - sarebbe stato davvero assurdo sbagliare ancora, e invece Andrea Brancoli ha segnato i 3 punti che ci hanno dato la vittoria a Udine, necessaria per la nostra salvezza, che io ritengo meritata. Ho sempre creduto nei ragazzi e alla fine il gruppo è venuto fuori e credo che nella seconda parte del campionato ce la siamo giocata con tutti gli avversari, ad eccezione del Calvisano, superiore in tutti i sensi». Quali sono stati i giocatori chiave su cui fare affidamento, e quali le sorprese? «Sicuramente Lucio Artal mi ha dato una grande mano, accettando il ruolo di capitano e di allenatore degli avanti. Nel mio gruppo di riferimento, poi, ci sono i fratelli Squarcini, Andrea Brancoli e Andrea Saccà. Le sorprese, invece, vengono da giocatori come Micheletti, salito dalla C ma dimostratosi all'altezza, e poi i giovani, ai quali ho dato fiducia e sono stato ripagato. Ripeto, però, che tutti mi sono sempre stati vicini». Il futuro di Diego Saccà è ancora in biancoverde? «Spero di continuare, ma ne parleremo nei prossimi giorni». (D.S.)
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