Gioco
Se giocassimo sempre con le big...
Fabrizio Pucci
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DECISIVO. Federico Dionisi, col Piacenza ha toccato quota 10 gol in campionato Un cammino sconcertante: 31 punti con le migliori, 25 con le cenerentole
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LIVORNO. Abbiamo rischiato di finire sulla griglia: cotti e mangiati. Poi tre successi di fila e ora speriamo di andare nella griglia, quella dei playoff. Non addentriamoci in calcoli complicati. Basti pensare che se il Livorno perde a Padova, resta in serie B. E l'anno prossimo va a Gubbio, Nocera Inferiore e a Genova con la Samp. Intanto però alimentiamo il nostro ottimismo con la considerazione che tempo addietro fece anche il presidente Spinelli. Questa squadra è forte con le grandi e debole con le piccole. Sabato ci si gioca tutto in uno scontro diretto per cui, se non il risultato, almeno la prestazione di livello è assicurata. Un dato di fatto oggettivo che viene suffragato dai numeri- Rendimento indecifrabile. Abbiamo diviso la classifica in due tronconi. Da una parte le nove squadre che (compreso il Pescara) si sono giocate e sono tutt'ora in lotta per un piazzamento buono per andare in A direttamente o passando dai playoff. Dall'altra abbiamo inserito le altre. Dal Crotone in giù. Ebbene: con le big del campionato il Livorno ha perso una sola volta: 0-4 a Siena, ma tutti ricordiamo le circostanze in cui è maturato quel rovescio (espulsione di Perticone al 45' dopo il dominio amaranto). Poi solo vittorie e pareggi. Con le squadra di seconda fascia è stato un pianto continuo. Il Livorno ha ottenuto bottino pieno solo con il Piacenza e sappiamo bene quanto abbia faticato sabato scorso per prendere i tre punti. L'analisi. Il Livorno è a quota 56 punti. Ben 31 di questi sono arrivati dalle partite giocate con le prime della classe. Scintillante il bilancio Atalanta e Torino (è stato fatto l'en plein). Con il solido Varese sono arrivati due pareggi. Quattro punti con Reggina, Empoli e Pescara. Un pari con il Padova in attesa del verdetto di sabato. In totale con le squadre più forti sono state giocate 17 partite e la media punti è ragguardevole: 1,82 che se fosse stata mantenuta anche con le piccole avrebbe portato in dote un totale di 76 punti, roba da promozione diretta. Dolenti note. La soddisfazione e l'orgoglio di aver tenuto testa alle più attrezzate, viene sbiadita dalla tristezza del rendimento fatto registrare con chi abita nella parte destra della classifica. I punti sono appena 25 in 23 gare disputate. Media 1,08 a partita con cui non si sarebbero evitati i playout se proiettata su tutto il campionato. Fanno arrossire le due sconfitte con Sassuolo e Crotone, ma anche il punticino conquistato tra andata e ritorno sia con la Triestina che con il Portogruaro che l'anno prossimo sono in Prima Divisione. A Padova con fiducia. Sarà per le statistiche, sarà perché dopo la remuntada delle ultime settimane non possiamo che essere ottimisti, sta di fatto che in questa settimana che ci porta alla sfida dell'Euganeo le sensazioni sono positive. Nel Veneto dobbiamo far valere la regola del campionato degli amaranto. Regola, che in caso di risultato positivo sabato, dovrà essere disattesa con il Frosinone. I ciociari all'ultima giornata arriveranno già retrocessi e per una volta dovremo essere spietati e forti anche con i deboli.
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