Gioco
Mario Bartoli finalmente è riuscito a far entrare il suo cane
Kyra allo stadio con la sciarpa ha abbaiato al tiro decisivo
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AMORE. Mario Bartoli in curva nord insieme alla sua Kyra 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un vicequestore, all'ingresso dello stadio, le ha detto: «Siamo orgogliosi di avere una come lei allo stadio». Lei si è seduta in curva nord, dove stanno i tifosi più appassionati del Livorno che sognano di tornare in serie A. Per la verità nel secondo tempo si è anche appisolata. Ma quando Dionisi ha fatto gol, ha gridato insieme agli altri, orgogliosa della sua sciarpa amaranto. Kyra oggi compirà 4 anni, ultima di una cucciolata abbandonata: è un meticcio che ha l'aspetto di una lupacchiotta e ieri ha visto per la prima volta una partita di calcio allo stadio 'Picchi', Livorno-Piacenza, e peraltro ha portato anche bene. Il suo padrone, Mario Bartoli, portuale di 54 anni in pensione e padre di Christian, il supertifoso amaranto morto di aneurisma nel 1998, ha impiegato un paio di mesi di carte bollate, telefonate e appuntamenti, ma alla fine c'è riuscito: Kyra può entrare allo stadio. «In curva ci siamo messi un po' isolati, dove c'erano meno persone in modo da non dare fastidio - racconta Mario -. Ma a fine gara molti si sono avvicinati, le hanno fatto le foto e mi hanno chiesto se la riporto». Il pass per entrare a Kyra l'ha dato il difensore civico del Comune, Gisella Seghettini, perchè i requisiti li ha e lo dice la legge: fa parte, infatti, delle unità cinofile della Protezione Civile a Rosignano (è addestrata a cercare le persone scomparse e fa anche 'pet therapy' nelle scuole). «Si è comportata come al solito, si è messa buona, sdraiata - aggiunge Bartoli - Anzi, a un certo punto si è addormentata. Quando ha fatto gol il Livorno l'ho svegliata io, le ho fatto il segnale e ha iniziato ad abbaiare insieme ai cori dello stadio, per partecipare alla festa».
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