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Livorno

Dionisi-gol, e il Livorno sogna ancora

Alessandro Bernini
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GIOIA. L’esultanza di Federico Dionisi dopo la rete decisiva Per l’attaccante è il decimo centro stagionale

Decide l'assalto finale in 10 contro 9, ora a Padova sarà uno spareggio

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 LIVORNO. Se nasci tifoso del Livorno, sei segnato: devi soffrire. Poi magari riesci anche a gioire (spesso negli ultimi anni), ma la sofferenza è nelle informazioni genetiche del tuo dna. Intanto comunque l'assalto al Piacenza è andato a buon fine, la rincorsa ai playoff può continuare.  Stavolta invertiamo il copione, e partiamo dal futuro. Ieri hanno vinto tutte, il Torino, il Livorno, il Padova, ma anche l'Empoli (per fortuna). Questo significa che sabato prossimo Padova-Livorno sarà una partita con un solo risultato utile per entrambe: la vittoria. Il pareggio non serve a nessuno, tantopiù al Livorno che ha una differenza reti generale negativa col Padova. Il Toro (che ieri si è sbarazzato della Triestina) non avrà comunque vita facile a Empoli, perché gli azzurri col successo a Portogruaro sono rimasti in corsa per i playoff e dunque non regaleranno punti. Un bel rompicapo, ma ci resta la sensazione che con 6 punti il treno playoff può essere agganciato, magari anche ai danni della Reggina che oggi deve battere il Grosseto se vuole restare in una posizione di privilegio. Ci sono 5 squadre per 2 biglietti.  E il Livorno salirà a Padova con la lancetta dell'entusiasmo che punta verso l'alto. Perché 3 vittorie consecutive non erano mai state conquistate durante la stagione.  Sia chiaro, col Piacenza non è stata una passeggiata. Anzi. Non è un caso che il gol sia arrivato soltanto a 9' dalla fine, grazie a Federico Dionisi, quando in campo si giocava in 10 contro 9. Il Livorno storicamente fa fatica contro avversari che si chiudono a riccio, stavolta gli spazi si sono aperti d'incanto nella ripresa quando il Piacenza è rimasto prima in 10 (espulsione di Rickler al 4' st per doppio giallo) e poi in 9 (doppio giallo ad Anaclerio al 30'), anche se nel frattempo pure il Livorno aveva perso l'immenso Luci (rosso diretto al 26' st per trattenuta a Guerra che stava andando verso la porta).  In 11 contro 11, nel primo tempo, la porta di Cassano era rimasta protetta col silicone. Nessun tiro in porta, tanta buona volontà ma zero occasioni. Anche perché il Livorno si ammassava in mezzo al campo non avendo esterni di ruolo.  A spaccare in due la partita è stato D'Alessandro, entrato al posto di Pieri. Sono bastate due serpentine e un paio di cross per mettere in crisi la difesa del Piacenza. Il Livorno a quel punto ha preso fiducia, Novellino è passato alla difesa a tre inserendo anche la terza punta (Tavano). Un assalto premiato dal gol di Dionisi, bello, importante, liberatorio come la sua corsa tutta d'un fiato sotto la curva nord. Il resto è stata difesa con le unghie di quell'1-0, con Danilevicius (il primo a rientrare per aiutare la difesa) simbolo di una squadra operaia che ha imparato a combattere e sacrificarsi. Ora ci sono altre due battaglie. Proviamoci. L'importante è chiudere a testa alta.

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